Medico di Rimini non va in pensione: “Covid dilaga, c’è da fare”

Quando vengono diffusi i redditi dei consiglieri comunali, Nicola Marcello (Fratelli d’Italia) è sempre uno dei più “invidiati”. Il medico dell’aeronautica, però, sarebbe a un passo da un altro traguardo che in tanti vorrebbero tagliare: la pensione. Invece? Resta in servizio, non è il momento di mollare, la pandemia non dà tregua, c’è troppo lavoro da fare.

Nei giorni scorsi ha scritto tutto su Facebook. «In un periodo delicato, complesso e pieno di insidie, non potevo stare alla finestra. Lottiamo contro la pandemia sperando che il virus diventi un raffreddore (che al momento non è)».

Il “miraggio”

Allora. Nicola Marcello è arrivato in Romagna il 2 gennaio di 31 anni fa e grazie ai sei anni della laurea e ad altri cinque definiti cumulativi, è arrivato ai fatidici 42 anni e tre mesi che valgono il “meritato riposo”.

«Avrei potuto dedicarmi a tempo pieno alla professione: medico del lavoro, medico legale o magari medico di base» precisa Marcello.

Fra le opzioni, va detto, ce n’era una ancora migliore, riservata ai ruoli apicali. Essendo colonnello, poteva infatti optare per una sorta di limbo, tecnicamente “aspettativa ruoli quadro”: «Stare a casa con il 95 per cento dello stipendio e aspettare l’ultimo giorno di lavoro consentito» fino a 61 anni (adesso ne ha 58).

“Contate su di me”

Alla fine Marcello ha scelto di restare al suo posto. «Non è il momento di lasciare – spiega – rispetto a due anni fa l’impegno è ancora maggiore. Come sanitari siamo impegnati nel tracciamento e nelle vaccinazioni del personale delle basi della Romagna».

I militari, inoltre, hanno avuto un ruolo di supporto negli hub tamponatori con l’operazione “Minerva”. «Una trentina di nostri ragazzi sono stati impegnati nei vari drive della sanità pubblica».

La pandemia galoppa

Ha detto che non è il momento di andare a casa. Perché? «Siamo in presenza di una recrudescenza del Covid, per fortuna ci sono i vaccini, altrimenti rispetto a due anni fa la pressione sarebbe stata molto più alta. La variante Omicron è diffusissima, se non ci fossero le persone vaccinate saremmo messi male».

Nei giorni scorsi ha criticato molto le falle presenti nel tracciamento. «È necessaria una organizzazione ferrea, avevo proposto un hub al Talassoterapico, gli spazi ci sono. Io sostengo che è mancata l’organizzazione, bisogna prevedere più hub tamponatori, quelli del Colosseo e dell’ospedale non bastano, non si possono vedere file di chilometri che bloccano la città, ce ne vogliono di più».

Il Comune ha messo a disposizione il proprio personale. «Il Comune ha 1.200 dipendenti, non può chiedere “chi vuole”. Bisogna organizzare una cinquantina di persone che si mettano a fare il tracciamento».

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