LUGO. Dopo avere rotto con il marito era diventata anche l’incubo della suocera. Tutti nella stessa casa: lei al piano di sopra e gli altri nelle stanze sotto, in balia – secondo l’accusa – degli scatti d’ira e delle scenate della donna. È alla luce di una serie di episodi verificatisi tra il dicembre del 2016 e la metà agosto dell’anno successivo che una donna di 39 anni originaria del Sud America e residente a Lugo, è stata rinviata a giudizio ieri per stalking e maltrattamenti in famiglia.

Dai dispetti alle minacce

Nell’udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare Sabrina Bosi, si sono costituiti parte civile la suocera (una 81enne lughese tutelata dall’avvocato Francesco Barone) e il marito 48enne, difeso dal legale Deanna Bertazzoli. L’imputata, decisa a dimostrare la propria innocenza, comparirà invece a giudizio a novembre assistita dall’avvocato Maddalena Introna.
Secondo quanto contestato dalla Procura (ieri in aula era presente il sostituto procuratore Silvia Ziniti), il primo a subire le sfuriate della donna sarebbe stato il marito; insulti e schiaffi li avrebbe incassati sia in casa che in vacanza, seguiti da minacce di morte brandendo anche un martello.

La vita coniugale, secondo quanto contestato, era diventata un incubo, al punto che l’uomo aveva deciso di andarsene da casa. Si era rifugiato al piano terra dalla madre anziana, che a sua volta divenuta bersaglio della nuora. La 39enne si sarebbe spinta fino a lanciarle contro due sedie di legno dall’androne delle scale e in un’altra occasione addirittura una testa di gesso, fortunatamente finita contro il terrazzo vuoto. Per paura di incontrarla, l’anziana si è chiusa in casa, decidendo di non uscire più sola nemmeno in cortile. Ora, a novembre, la 39enne si dovrà difendere scendendo nel merito dei fatti contestati.

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