Longiano, orti anziani devastati da vandali per la quinta volta

Orti degli anziani vandalizzati cinque volte nel giro di poco più di un mese. E adesso chi se ne prende cura è davvero esasperato: «Dopo le denunce alle forze dell’ordine, le segnalazioni al quartiere e all’amministrazione comunale, nulla è cambiato – è lo sfogo – Ogni 7 o 8 giorni ritornano i vandali e fanno nuovi danni gratuiti. Ci toccherà fare la guardia direttamente e a turni ?». Ormai da fine novembre si susseguono raid distruttivi, che hanno ormai interessato la metà degli appezzamenti coltivati nella zona di Budrio, situati tra la scuola e il fiume Rigossa. Cresce lo sdegno, ma questo non ferma quella che è una furia insensata. Dopo aver distrutto le verdure e tirato oggetti nel torrente, ora i distruttori hanno tagliato le reti, aperti e buttato a terra gli armadietti degli attrezzi. In più di un’occasione sono stati visti gironzolare attorno gli orti dei giovanissimi, anche provenienti da altre località.

La rabbia delle vittime

«È successo per la quinta volta nelle ultime settimane – affermano due persone che hanno l’orto – Dal tramonto fino all’alba, qualcuno si diverte a fare danni. Nella parte che rimane più buia ci sono le maggiori devastazioni: delle verdure è rimasto poco e niente. Adesso i vandali hanno iniziato a infierire sulle reti e sugli armadietti che contengono gli attrezzi da lavoro. Peccato, perché era una passione e un modo per arrotondare la pensione, ma forse ci toccherà metterci una pietra sopra. Le denunce fatte a carabinieri e polizia locale finora non sono servite». Verso la fine dell’anno scorso, attorno agli orti era stata notata la presenza di un trio di ragazzini di 10-11 anni, ma sembra che le indagini siano ancora in corso e nessuno sia stato per il momento convocato in caserma. «Ci fa rabbia, anche perché erano ragazzini ben vestiti e con faccia pulita – riferiscono i due malcapitati – Siamo scandalizzati e ci sentiamo soli contro chi sa solo distruggere. Dovremo organizzarci per fare la guardia da soli alle nostre cose? Questa comunità deve difendersi da sola? Forse il lockdown spinge i giovani a compiere atti sempre più inqualificabili?».

Sos dal Quartiere

«La società è formata da individui – afferma Michele Fratellanza, presidente quartiere Budrio di Longiano – ed è la politica che dovrebbe governarne la pacifica e dignitosa convivenza. La scuola dovrebbe insegnare come esercitare i diritti e i doveri propri di un buon cittadino. Ribaltare le responsabilità sulle famiglie è quanto meno curioso. Soprattutto se lo si fa sulle nostre famiglie, che con forza e determinazione stanno sostenendo il peso di questo lungo periodo di pandemia, sempre più lasciate sole. La pandemia sta mettendo in luce le vere responsabilità di sistema. La scuola, probabilmente, riesce oggi con difficoltà a leggere i bisogni dei nostri giovani. E i problemi si amplificano nelle zone più popolari, già piagate da disoccupazione e povertà. Ci chiediamo chi dovrebbe occuparsene e risolverli, se non la politica. Invece, troppo spesso si trasforma tutto in un problema di ordine pubblico e si vuole impiegare telecamere e si chiede più sorveglianza, in un modello di controllo del territorio che è lontano anni luce dalla morale di favorire il benessere e la giustizia».

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