Lo spettacolo del basket alle Olimpiadi: attenti alla “maledizione del 16” degli Usa

Il primo giro di partite del basket maschile alle Olimpiadi di Tokio si è chiuso lunedì pomeriggio (italiano) con il compitino della Spagna (Giappone ko) e con ancora viva l’onda lunga della sconfitta rimediata dagli Stati Uniti per mano della Francia. Un “quasi” colpo di scena che non può che condizionare i pronostici degli addetti ai lavori e le aspettative di tutti i partecipanti. Inutile sottolineare come ora tutto il resto del mondo senta, sportivamente, l’odore del sangue e creda possibile puntare non solo ad una medaglia, ma addirittura al gradino più alto del podio. Già i due scivoloni nelle amichevoli contro Australia e Nigeria avevano incrinato il mito dell’imbattibilità del Dream Team, poi la brutta prestazione e la beffa finale subita dalla squadra di Popovich ad opera dei transalpini hanno aperto la caccia al bersaglio grosso. Proviamo quindi a fare le carte al torneo olimpico alla luce degli ultimi eventi, ricordando come molto dipenderà dal sorteggio per gli accoppiamenti dei quarti di finale: da una parte le vincenti dei tre gironi e la migliore seconda, dall’altra le due restanti seconde e le due migliori terze. Insomma, occhio a dove finiranno gli Usa, che vanno sempre considerati, a nostro modo di vedere la squadra da evitare in un match ad eliminazione diretta. Ultima premessa: gli Stati Uniti non hanno vinto l’oro alle Olimpiadi per la prima volta a Monaco 1972, nella famosa finale persa 51-50 dalla Russia. Poi a Seul 1988 causa la sconfitta in semifinale sempre con la Russia (76-82) ed infine ad Atene 2004 (piegati in semi dall’Argentina). Insomma, ogni 16 anni i maestri del gioco ci hanno lasciato le penne. Quanto fa 2004 più 16? 2020. Chissà che Tokyo 2020, pur giocandosi nel 2021, non confermi questa cabala avversa agli Usa. E ora, via ai pronostici.

Medaglia d’oro

Stati Uniti. Secondo noi alla fine riusciranno a difendere titolo e status, perché Kevin Durant e Damian Lillard hanno comunque un passo in più, Green sa fare il collante in gruppi vincenti e il talento cristallino di Booker, appena smaltite le tossine post-finali, verrà fuori. Azzardiamo. Nei quarti e in finale non possono perdere, quindi per loro la gara delicata è la semi. Insidia maggiore? La Spagna.

Medaglia d’argento

Australia. Sono quelli che più di tutti hanno pianificato la missione olimpica e non mancano loro classe, stazza fisica ed esperienza per puntare al colpo grosso. Sul podio, dopo 4 medaglie di legno nelle ultime 7 edizioni, andranno sicuro, ma non li vediamo in grado di battere i cugini americani, un po’ per il mai celato complesso di inferiorità, un po’ per la tipologia di pallacanestro troppo simile a quella degli eterni rivali. E a parità di armi e strategie gli Usa vincono sempre.

Medaglia di bronzo

Slovenia. Doncic è un campione in missione e con lui la “piccola” Slovenia è sostanzialmente imbattuta, forte del titolo Europeo e di una sicurezza difficile da scalfire. Da vedere come reagiranno alla prima sconfitta o ad una situazione imprevista, perché questa volta non potranno contare su Goran Dragic come scaccia guai. Partita chiave i quarti, superati quelli diventeranno più di una mina vagante. La loro criptonite? In primis Spagna, poi Italia.

Dal 4° al 6° posto

Francia, Spagna e Italia. Le accomuniamo per una ragione molto semplice, tantissimo dipenderà dal sorteggio dei quarti. Gli iberici hanno, in quanto ad esperienza e continuità prestazionale, ancora qualcosa in più degli iper-atletici transalpini e della nostra squadra “ignorante”. L’impressione è che la top 4 rappresenti un traguardo fuori dalla portata dell’Italia, per la quale non disdegneremmo un accoppiamento con la Slovenia. De Colo e compagni il podio, invece, ce l’hanno in canna, ma sembrano mentalmente fragili. Insomma, prendete, mischiate tutto.. e guardatevi le partite. E’ l’unico modo per sapere davvero come andrà a finire.

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