Legacoop: “Il Governo non ha capito il valore della riviera”

Stefano Patrizi, responsabile del settore balneazione di Legacoop Emilia-Romagna analizza il problema delle concessioni demaniali aperto ormai da molti anni.

Patrizi, è un compleanno un po’ amaro alla luce delle recenti decisioni che dal 2024 assegneranno le concessioni balneari tramite gara?

«È una festa perché siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto e di quello che faremo. Nonostante il Governo sembri non avere ancora capito fino in fondo qual è il valore per i territori della filiera turistico – balneare, delle sue imprese, cooperative, aggregazioni, e lavoratori, siamo fiduciosi che a breve lo comprenderà e che il Ddl Concorrenza verrà corretto secondo le principali richieste sindacali».

Stefano Patrizi, responsabile del settore balneazione di Legacoop Emilia-Romagna

In proposito quali soluzioni intendete proporre?

«Deve essere riconosciuto senza indugi il valore commerciale delle aziende».

In cosa le cooperative fanno la differenza sul territorio?

«Un sistema di micro e piccole imprese, se aggregato in modo democratico e solidale come il nostro, è in grado di realizzare progetti di sviluppo turistico e di valorizzazione del territorio. Pensiamo al servizio di salvamento collettivo, la tutela dell’arenile, lo sviluppo di reti e servizi avanzati per i turisti. Senza questa aggregazione, come si può riscontrare altrove, mancano molti presupposti per lo sviluppo di un sistema di qualità. Basti pensare alla tutela della costa: durante l’inverno viene creata la duna che protegge dalle mareggiate, un lavoro che vale circa 2 milioni di euro. Altro punto nevralgico è il servizio di salvataggio. Insieme gli operatori possono garantire un’organizzazione migliore, più qualità e formazione. Abbiamo 300 marinai di salvataggio contrattualizzati su 250 torrette, in larga parte dotate di defibrillatore, per cui vengono investiti 5 milioni di euro all’anno. E ancora: le Cooperative bagnini hanno finanziato una rete wi-fi gratuita che copre 31 chilometri di spiaggia. Tutto ciò va tenuto in considerazione anche in questa fase di evoluzione normativa».

Quali sono gli ingredienti per giungere al mezzo secolo di attività?

«La convinzione che la nostra grande forza nel tempo sia lo stare insieme, l’aggregazione solidale».

Cosa del vostro lavoro non è stato messo abbastanza in luce?

«Soprattutto il beneficio che i nostri investimenti portano a tutta la collettività e non solo alle imprese associate alle cooperative».

Ritiene che chi gestisce le spiagge abbia sentito l’appoggio della cittadinanza oppure no?

«Le nostre comunità ci sono vicine. Anche se sempre desiderose di confrontarsi su problematiche e contraddizioni, sanno che la ricchezza del turismo balneare viene costruita assieme».

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