“Il lavoro? Momento d’oro, basta lamentarsi e fatevi avanti”: l’appello del turismo riminese

«Per il lavoro è un momento d’oro: fatevi avanti». A lanciare l’appello è Lara Sarti, 49enne che lavora nella segreteria commerciale del “Milano Resort” di Bellaria dal 2014, dopo quasi vent’anni trascorsi sempre nel turismo.

Emergenza alle porte

Dopo un’estate in cui reperire il personale è stato un’odissea, si rinnovano le stesse criticità con le feste imminenti. Un bel paradosso, nota Lara, «perché sarebbe proprio questo il momento buono per dare una svolta alla propria vita e trovare un impiego, basterebbe solo dire “sono disponibile”».

Un discorso che, secondo Lara, va declinato su vari rami dell’ospitalità, «dalla ristorazione all’amministrazione passando per il bar», con un’apertura trasversale rispetto all’età e al titolo di studio. «Siamo sempre stati molto aperti sia a persone con un’esperienza acquisita, quindi non giovanissime, sia ai ragazzi che si affacciano sul mondo del lavoro», rimarca.

Lara Sarti

Non vuole rimescolare «la minestra scaldata del reddito di cittadinanza» ma non può negare che abbia spinto molti a rifiutare un’opportunità di lavoro già a pochi minuti dall’inizio dei colloqui preliminari. A frenare i giovani sono inoltre gli orari e i weekend impegnati, il che a suo avviso è un controsenso perché ristoranti e hotel sono aperti anche quando il giorno è cerchiato in rosso sul calendario.

Una dinamica esplosiva che, segnala, si sta ripetendo nel riminese anche spalmata su Natale e Capodanno. «Eppure gli stipendi negli hotel, vanno da un minimo di 1.200-1.500 euro fino ad arrivare ai 3mila. E il contratto del lavoro prevede in giornate festive o non feriali un 30% in più» come tariffa oraria. «Cifre non da poco considerata la crisi generale e il caro bollette», allarga le braccia Lara che dati alla mano parla di utenze alle stelle per il Resort passate da 8mila a 54mila euro.

Avanti tutta

«Bisogna guardare in prospettiva – torna a dire – perché con noi uno stagista ha la possibilità di crescere e fare carriera. È bellissimo dopo il diploma all’Alberghiero svolgere il mestiere per cui si è studiato. Noi stiamo cercando nuove forze da inserire dal 21 al 25 gennaio in corrispondenza del Sigep, la fiera riminese del gelato, e poi nella stagione estiva perché l’investimento più grande per una realtà qualsiasi si fa sul personale. Perdere risorse umane è un peccato sotto tutti i punti di vista e dopo la pandemia l’hotellerie ha visto sparire almeno 20% dei suoi dipendenti. Quindi è ora di farsi avanti, – sorride Lara – non ci si può lamentare di non arrivare a fine mese, con l’inflazione galoppante e il reddito di cittadinanza in forse, senza tentare questa strada».

Tra l’altro si può lavorare «anche per un periodo breve e poi valutare, puntando sui contratti a chiamata per gli eventi».

Certo è che l’incrocio di domanda e offerta non va più a buon fine e così si mette a rischio l’intera filiera romagnola. Prosegue Lara: «Mi rattrista vedere appeso in ristoranti dell’entroterra il cartello “chiuso per mancanza di personale”». Una prospettiva che, aggiunge, si riverbera su tantissimi alberghi «che resteranno chiusi a San Silvestro e per il Sigep per evitare di diventare matti alla ricerca del personale per poi vedere i guadagni mangiati dalle bollette». E ribadisce: «La penuria di dipendenti investe anche altri ambiti e quando dicono che c’è la disoccupazione qualcosa non torna. Manca il turnover, quindi fatevi avanti: con la buona volontà tutto si impara. Sarà una bellissima avventura professionale».

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