La Spagna “scopre” la poesia di Foschini

La sua dolcezza è pari alla sua innata indole lirica e lui, Juan Vicente Piqueras, è uno dei più importanti poeti spagnoli contemporanei. Premi e riconoscimenti in Spagna e in Europa lo attestano. Suo è il grande merito di aver tradotto, e continua a farlo, poeti mediterranei per farli conoscere nei paesi di lingua spagnola. Il primo è stato Tonino Guerra, di cui ha tradotto La poesia completa, ora pronta per una nuova riedizione in più volumi, poi tra gli altri è stata la volta del poeta bosniaco Izet Sarajlić, della rumena Ana Blandiana, del greco Kostas Vrachnós e ora della riminese Sabrina Foschini. Curiosi di conoscere le ragioni di questo suo interesse per Foschini, lo abbiamo sentito mentre era in partenza, poiché dal 1985 continua a spostarsi quale direttore dell’Istituto Cervantes, al momento nella sede di Amman in Giordania.

Come vi siete conosciuti?

«È una storia che parte da lontano. Sabrina incontrò a Bologna un poeta spagnolo a cui confidò di aver appena letto un libro di poesie spagnole in italiano dal titolo Mele di mare che gli era piaciuto tanto, autore Juan Vincente Piqueras. Lui disse che era mio amico e che in quel momento io ero a Roma. Allora lei diede a lui un libro per me che ho molto apprezzato. Era Il paragone col mare e questo tema del mare è il primo che ci ha unito».

Quali altri punti in comune ha riscontrato?

«Ho già detto della nostra poesia molto legata al mare, e il Mediterraneo è un punto in comune che ci ha avvicinato. Non coincidiamo in tanti temi ma senz’altro c’è la sensualità e c’è la spiritualità, la curiosità verso essa. Non tanto di fede – che a me la fede non mi assiste più di tanto e credo nemmeno a Sabrina –, ma siamo come una nicchia vuota, una di quelle chiese abbandonate di Tonino Guerra, cioè sentiamo la mancanza, l’assenza della fede più che l’intensità della fede. E anche per questo ci avviciniamo ai luoghi sacri, sia della natura che architettonici, abbiamo una grande passione per la storia dell’arte. Poi lei è anche pittrice e nella sua poesia è presente l’arte e tutta l’iconografia cristiana. Infatti il suo Voce del verbo per me è bellissimo perché dà voce a monologhi di personaggi della Bibbia; e l’ultimo libro sulla mitologia greca (Gli dei bugiardi, Pequod, 2021) fa lo stesso coi miti».

È stato affascinato dalle tematiche di Foschini e da che altro?

«Mi sembra un po’ fuori dalla cerchia poetica italiana e mi è piaciuta anche per questo, non è molto riconosciuta però è molto autentica nella sua maniera di scrivere e prima ancora di avvicinarsi alla grazia e al mistero delle cose, lo fa con grande gioia e senso del mistero».

Chi è l’editore a cui si è rivolto?

«L’editore è uno migliori in Spagna, si chiama Abelardo Linares, è di Siviglia ed è quello che ha più fiuto, un fiuto estremo per le rarità, le novità e anche i libri antichi. Lo chiamano l’editore del milione di libri perché ha acquistato in America la più grande biblioteca di letteratura ispanica e l’ha portata in nave a Siviglia, dove ha due navate immense di libri che sembrano far parte di una cattedrale».

Come è nato il libro?

«Io organizzo a Requena una manifestazione annuale di poesia che si chiama Incontro di vino e versi e in una edizione ho invitato Sabrina e Abelardo; da quell’incontro è nato il patto tra amici di pubblicare questo libro Morsi e preghiere. Io mi sono impegnato a tradurlo e Abelardo a editarlo, e ora è tra i primi dieci in Spagna».

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