Non è una sagra e nemmeno la sagra delle sagre, la Fiera agricola del Santerno è una festa che la città tributa alla campagna che la nutre. Ad ospitarla, dal 19 al 21 giugno prossimi, sarà ancora una volta il complesso del Sante Zennaro, vera e propria oasi verde fra il centro e il quartiere Pedagna.
Imola, torna la Fiera agricola del Santerno
Il programma
La manifestazione aprirà i cancelli venerdì 19 giugno alle ore 18.00 e alle ore 18.30 sarà ufficialmente inaugurata alla presenza del Sindaco Marco Panieri, dell’Assessore allo Sviluppo Economico-Agricoltura Pierangelo Raffini, del Presidente del Consorzio del Canale dei Mulini di Imola, Giordano Zambrini, e dei rappresentanti delle associazioni agricole. Sarà inoltre presente l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. La fiera sarà aperta al pubblico secondo il seguente calendario: venerdì 19 giugno dalle ore 18 alle ore 23; sabato 20 giugno dalle ore 9 alle ore 23 e domenica 21 giugno dalle ore 9 alle ore 21. L’ingresso è gratuito e la manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo. Su una superficie espositiva di 4.000 mq coperti e 60.000 mq scoperti, la manifestazione, rivolta principalmente al mondo agricolo, si pone l’obiettivo di far conoscere a un pubblico sempre più ampio i prodotti dell’agricoltura e i valori che caratterizzano la loro produzione. Come ogni anno, è prevista una vasta area dedicata all’esposizione, degustazione e vendita dei prodotti agricoli e agroalimentari delle aziende produttrici, che saranno ben 62, con frutta, verdura, salumi, formaggi, miele, confetture e tanto altro. La mostra mercato del vivaismo sarà rappresentata da 7 realtà. Saranno inoltre presenti: 5 birrifici, 5 sagre tradizionali del territorio, 5 aziende agricole che propongono piatti con i propri prodotti aziendali, 23 espositori di macchine e attrezzature per l’agricoltura, prodotti per il giardinaggio e la zootecnia. Infine l’artigianato tradizionale strettamente legato all’agricoltura vedrà la partecipazione di 12 artigiani; sono 16 le associazioni del territorio coinvolte. Ad arricchire questa ampia lista di prodotti e produttori, si aggiunge l’area dedicata alle mostre zootecniche delle Razze Zootecniche autoctone dell’Emilia-Romagna, che riscuote sempre maggior interesse e suscita, di anno in anno, sempre più attesa. In programma quest’anno: la Rassegna interprovinciale Bovini Razza Romagnola, con la presenza di una quarantina di capi, a cura di Bovinitaly; la XIV° Rassegna interregionale della Razza Asino Romagnolo, che tra adulti e puledri vanta in catalogo oltre 40 soggetti iscritti alle varie categorie; la vetrina della Razza Cavallo Agricolo Italiano Tiro Pesante rapido; la vetrina delle razze ovicaprine e spettacolari dimostrazioni di falconeria.
L’impegno per l’agricoltura
«La Fiera Agricola del Santerno è uno degli appuntamenti che meglio raccontano l’identità di Imola: il rapporto con la terra, il valore del lavoro agricolo, la qualità delle nostre produzioni e la forza di una comunità capace di tenere insieme tradizione, innovazione e socialità - ha detto il sindaco Marco Panieri -.È importante, soprattutto oggi, valorizzare le filiere locali, la biodiversità, il cibo di qualità e la sostenibilità, facendo conoscere anche alle nuove generazioni il ruolo fondamentale dell’agricoltura per il nostro territorio».
«La manifestazione negli anni è cresciuta molto, diventando non solo una grande festa popolare e delle famiglie, ma anche un importante momento di promozione economica, culturale e territoriale - sottolinea l’assessore all’agricoltura Pierangelo Raffini -. La Fiera Agricola del Santerno racconta un’agricoltura moderna, attenta alla qualità, alla filiera corta, al benessere animale, alla tutela del paesaggio e alla valorizzazione delle produzioni tipiche. Allo stesso tempo rappresenta anche un’occasione concreta per avvicinare le nuove generazioni al mondo agricolo attraverso laboratori, esperienze didattiche e momenti di divulgazione. Questa edizione conferma inoltre la grande capacità del territorio imolese di fare rete: istituzioni, associazioni agricole, allevatori, imprese, volontari e sponsor collaborano insieme per costruire un evento che è ormai un punto di riferimento regionale».