Imola, per un giorno Medicina capitale della mobilità elettrica

Medicina capitale della mobilità elettrica e della transizione energetica per un giorno. Domenica prossima il centro Ca’ Nova ospiterà “E-Day 2023”, con tavole rotonde, test drive auto e moto, e presentazione di prototipi. Fra i relatori, il professor Leonardo Setti dell’Università di Bologna, presidente del Centro per le comunità solari e fra i i promotori e fondatori della Comunità solare di Medicina nata nel 2015, Nicola Armaroli, dirigente di ricerca del Cnr, Vittorio Marletto, climatologo, e Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.

«La politica ha paura»

L’appuntamento arriva a poche settimane di distanza dal rinvio a data da destinarsi della votazione finale del piano per lo stop alle immatricolazioni di nuove automobili a benzina e a diesel dal 2035 che il Parlamento europeo ha approvato a febbraio. E le dichiarazioni soddisfatte di alcuni ministri e dello stesso presidente del Consiglio Giorgia Meloni dimostrano che «il problema è la classe politica – commenta Cristian Loria, fra gli organizzatori dell’evento con la sua “Viaggiare in elettrico” e socio della Comunità solare di Medicina –. Spaventa il fatto di andare verso l’elettrificazione».

«Questa paura rischia di compromettere l’intero settore – sottolinea –. Come Emilia-Romagna, per non dire come Italia, abbiamo una passione innata per il rombo dei motori. E magari, proprio per questa motivazione, ci ritroveremo ad essere gli ultimi a cambiare abitudini».

Insomma, «manca proprio l’approccio pragmatico – ribadisce –. La Cina ha iniziato da più di vent'anni a fare questa transizione, e non c’era neanche la batteria al litio. Le persone hanno voglia di andare in questa direzione, il problema è che non ha le risposte».

«Transizione già in corso»

Fra l’altro, «la produzione della stragrande maggioranza dei veicoli endotermici si sta fermando già adesso – aggiunge Loria –. Già in questi primissimi anni, ed entro il 2030 sicuramente, assisteremo a una fortissima emigrazione verso veicoli o fortemente elettrificati o completamente elettrificati. Perché sarà, tecnologicamente parlando, la sola strada percorribile senza che si trasformi in un bagno di sangue per le case automobilistiche».

A fronte della concorrenza soprattutto cinese, infatti, «tutti i grandi marchi stanno cercando di ridurre le spese di produzione in qualsiasi maniera possibile, perché il motore endotermico non sta più in piedi – spiega –. Facendo così, però, aumentano ancora di più i costi per gli utilizzatori. Diminuiscono per le case automobilistiche, ma crescono per gli utenti, perché nel momento in cui si rompe qualcosa sarà decisamente problematico e costoso ripararlo».

Inoltre, «ridurre le spese di produzione significa proporre dei veicoli ancora più spartani – continua – o comunque di qualità inferiore». Infine, «non possono contare su alte marginalità sul prodotto finale – conclude la panoramica –, quindi stanno togliendo tutti gli sconti per aumentare la marginalità su ciascun singolo veicolo».

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