Imola, la scuola è ripartita con classi e cattedre “decimate”

La “giostra” della scuola è ripartita. Ma il quesito, visto che la sensazione è proprio quella di girare vorticosamente in una sorta di centrifuga, è: quanto durerà questo giro e quando si dovrà di nuovo scendere? Ieri le scuole imolesi hanno aperto con una presenza di ragazzi molto inferiore a un normale venerdì di lezione, ma certamente ha pesato anche il ponte e il fatto che molte sezioni di scuole primarie e medie, ad esempio, il sabato non fanno lezione. Il quadro è variegato, certamente in sofferenza.

Primarie garantite, per ora

«Per quanto riguarda gli alunni, alcuni colleghi mi riferivano di classi decimate con alunni rimasti a casa in grande numero, ma il problema più grande ora è l’assenza personale docente e anche non docente. Ad ogni modo tutti gli istituti comprensivi sono riusciti a far ripartire le classi coprendo almeno per oggi e domani, tenuto conto che il sabato non tutte le scuole sono aperte, le assenze di insegnanti – spiega la coordinatrice dei dirigenti imolesi, Maria Di Guardo dell’Ic 2 –. Questo grazie al fatto che gli insegnanti ce lo avevano comunicato per tempo, l’Ausl al momento non ci garantisce comunicazioni in tempo reale. Non so però fino a quando riusciremo a coprire i posti vacanti, nella mia scuola erano quattro e mediamente ad oggi siamo entro la decina per ogni scuola. Per farlo abbiamo modificato l’orario, facendo uscire prima qualche classe e attinto alla banca ore degli insegnanti, una risorsa comunque limitata. In qualche istituto comprensivo utilizzato sono stati costretti alla dad , ma non nelle primarie. Adesso il problema è il rinnovo dei contratti Covid, che possiamo fare in quanto sono stati prorogati al 31 marzo, ma non sappiamo se questi stessi docenti poi sono disponibili, le positività ci sono anche fra i supplenti. La situazione è fluida e non sappiamo come possa evolvere».

Nelle scuole superiori

Tantissime le assenze anche nelle scuole superiori, molte di queste sui banchi, ma anche in cattedra come conferma il dirigente dell’Agrario Scarabelli e dell’Itis Alberghetti, l’istituto più popoloso di Imola, Gian Maria Ghetti: «Abbiamo riaperto con molte assenze oggi, sia tra gli studenti, abbiamo avuto classi anche dimezzate, che tra il personale, circa una ventina di unità di personale assenti per ogni istituto. Ovviamente le assenze del personale ci hanno messo in grande difficoltà nell’organizzare il servizio, per ora non abbiamo classi in dad ».

Scuole dell’infanzia

Nessuna sezione chiusa per nidi e infanzia, dove però sono stati tante le famiglie che hanno preferito non portare i bambini, anche se, come specifica il responsabile del servizio comunale Daniele Chitti: «Non abbiamo segnalazioni di bimbi a casa in isolamento perché positivi. Abbiamo invece a casa molte unità di personale, insegnanti ed educatori di ruolo, di sostegno e bidelli. Su 200 persone complessive parliamo di un 10%. Al momento non siamo costretti a salti mortali, ma le nuove regole mi paiono poco sostenibili soprattutto per il sistema sanitario e ci aspettiamo ancora ritardi specie nelle comunicazioni dell’esito dei tamponi. In altre realtà regionali i servizi stanno già attingendo a tirocinanti e personale appena laureato, un po’ come accade in sanità, soprattutto nei nidi. Qui al momento noi non siamo nella necessità di farlo, ma abbiamo comunque predisposto un piano B, abbiamo fortunatamente molti tirocinanti che già hanno dimostrato di saper fare il loro lavoro con i bambini, per non sospendere il servizio per le famiglie. Avere personale eccessivamente precario non è proprio il massimo, noi ad esempio abbiamo la fortuna di avere molti tirocinanti che hanno dimostrato di saper operare sul campo. Ora teniamo aperto, ai “riccioli” pedagogici ci pensiamo dopo».

Priorità alla scuola ribadisce le richieste all’Ausl

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del comitato” Priorità alla scuola”. «Non tutti in presenza o per tutto l’orario scolastico. Non tutti perché in diversi, tra personale e studenti, si trovano in quarantena per contatti e positività riscontrata durante le vacanze o in attesa di una lettera di fine quarantena che non arriva. Non per tutto l’orario perché per mancanza d’insegnanti (e quindi per impossibilità di reperire supplenti?) alcuni frequenteranno in presenza ad orario ridotto. Questo dopo che, a mezzo stampa, era stata ventilata la dad per mancanza docenti. Chi la dovesse condurre dietro lo schermo, un mistero su cui non vogliamo riflettere. Il problema non sarà rientrare, ma restare aperti. Ieri sera è uscita la nota ministeriale per la gestione del contagio in ambito scolastico: indicazioni (non chiarissime) che dovranno essere recepite a livello regionale e poi dalle Ausl.

Per il momento, una sola certezza. Mentre per il resto dei cittadini l’Ausl di fatto molla gli ormeggi del tracciamento dei contatti, nella scuola si procede con tracciamenti completi non applicando sempre quanto altrimenti previsto normalmente per i “privati cittadini”. Vista la situazione e in attesa di una risposta alla nostra lettera aperta sottoscritta da

350 persone, chiediamo al direttore Ausl Andrea Rossi: che vengano applicate a tutti gli alunni e alunne, studenti e studentesse, le stesse imposizioni di isolamento e quarantena previste per legge . Che il personale militare in sostegno alle Asl sia messo anche a disposizione del tracciamento scolastico».

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