Imola e il caso-scuola: “Avremo classi senza insegnanti”

Mentre per tutta la giornata di ieri il Consiglio dei ministri ha discusso sulle nuove regole, le scuole imolesi si stavano già attrezzando per il ritorno fin da domani, facendo i conti con una situazione critica su più fronti.

Insegnanti assenti

«Al rientro non avremo classi in quarantena perché le quarantene in corso si sono esaurite col periodo delle feste natalizie, ma sappiamo già di bambini e ragazzi che si sono positivizzati durante le stesse vacanze – spiega la nuova coordinatrice dei dirigenti di istituto imolesi, Maria Di Guardo –. Ma quello che mi preoccupa di più sono i casi dei docenti positivi che, specie se operano in scuola primaria e quindi in team, nel momento in cui mi saltano due docenti faccio fatica a rimpiazzarli. So già che ci saranno classi in cui ci troveremo in questa situazione e per le quali dovrò valutare già l’avvio della dad per i primi giorni».

Non demonizzare la dad

Nelle ore di attesa di ieri, rispetto alle decisioni del governo, i pensieri dei dirigenti sono stati molti. «L’ipotesi (al momento tramontata, ndr) di sospendere le lezioni in presenza per le prossime due settimane e approfittare di questo tempo per vaccinare i ragazzi avrebbe potuto essere d’aiuto. Ma una cosa senza l’altra sarebbe stata una perdita di tempo – commentava ieri al dirigente –. Per il resto non demonizzerei la dad. Anche se non è la soluzione che preferisco, specie per i più piccoli, oggi gli insegnanti sono attrezzati per affrontare questa modalità in maniera adeguata. Ma la chiave di tutto resta sempre il vaccino». E con pochi alunni vaccinati e un tracciamento ormai in tilt la scuola facilmente si ritroverà a dover gestire una nuova fase molto complicata.

«La decisione ovviamente spetta allo Stato, in ballo ci sono due diritti fondamentali, quello alla salute e quello all’istruzione – conclude Di Guardo –. sono dell’idea che quello alla salute sia prioritario, d’altro canto è necessario che l’istruzione sia garantita dallo stato equamente a tutti bambini e ragazzi. Non si può quindi lasciare all’autonomia delle scuole la decisione sulle modalità per avviare la dad o le lezioni in presenza. Serve un quadro normativo preciso e chiaro, e ancora una volta la scuola seguirà le regole come fin dall’inizio della pandemia».

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