Imola, caro energia piscine in difficoltà coi costi

La questione dei rincari dei prezzi dell’ energia non è solo un’ipotesi nefasta ma una cruda realtà già oggi. Lo attestano ad esempio i gestori delle piscine di Imola che oltre alle chiusure forzate causa pandemia, che su 24 mesi li ha visti tenere le corsie vuote per circa 11, hanno subito la limitazione degli accessi, i controlli ulteriori all’ingresso, i costi incomprimibili, dalle assicurazioni sugli impianti alle manutenzioni. Situazione che hanno eroso i bilanci creando non pochi problemi. A peggiorare la situazione ci sta pensato anche il caro energia.

Già negli ultimi mesi del 2021, da settembre a dicembre, questo ha aggravato una situazione provata con un aumento delle bollette che in media, riferiscono i gestori, ha oscillato tra il +30 e il +40%. Il tutto in attesa che la crescita si faccia sentire ancora di più, visto che sono previsti ulteriori rialzi in questi primi mesi del 2022.

Piscina comunale

Non nasconde la «forte preoccupazione» il legale rappresentante della Geims Due, Lorenzo Muscari. «Il caro elettricità e gas lo stiamo monitorando perché si tratta di un capitolo di spesa che incide molto sul nostro bilancio. Essendo dei gestori puri, quindi con pochissime capacità di intervenire per ammortizzare queste situazioni – rimarca Muscari – l’incremento delle bollette rappresenta un’ulteriore mazzata. Per noi il costo dell’energia, in tutto l’impianto sportivo del Ruggi, si aggira, ogni anno, su circa 400mila euro di spesa. La crescita delle bollette, che già stiamo registrando sull’ordine del 40%, colpisce molto duro e ci dobbiamo aspettare un colpo ancora maggiore nel prossimo trimestre». La difficoltà che si registra nel comparto sportivo comunale del Ruggi aumenta in quanto «noi abbiamo per contratto – sottolinea Muscari – tariffe e orari imposti dal Comune, obblighi di stare aperti, chiusure imposte in caso di pandemia come quelle che abbiamo avuto. Il tutto senza poter intervenire su richieste economiche alle associazioni sportive o sulle tariffe. Per questo – chiude il responsabile – speriamo che il Comune recepisca le difficoltà che stiamo passando e che attraverseremo nell’immediato futuro».

All’Ortignola

Se la situazione del caro energia fa rizzare i capelli in testa un po’ a tutti, per la responsabile dell’Ortignola, Paola Lanzon «a me è cresciuta la permanente». Al di là delle battute «il caro bollette è un problema gravissimo. Stiamo parlando, per noi, di quasi 125 mila euro in più su una spesa annua di circa 255mila euro. E questo rincaro lo abbiamo visto già dal settembre scorso con una crescita del 44/45% dei costi. Se adesso se ne aggiunge un’altra percentuale diventa molto problematico». Qualcosa si dovrà fare per contenere questa emorragia economica ma «al di là di inevitabili ritocchi alle tariffe, che più di tanto non potrà essere risolutivo sia per mole di cui stiamo parlando sia per la medesima situazione che attraversano le famiglie e gli utilizzatori del nostro impianto a livello privato, serve ben altro. Basti pensare – conclude Lanzon – che in undici mesi di chiusura noi abbiamo avuto spese incomprimibili di circa 270mila euro con ristori, dal nazionale al locale, che sono arrivati a circa 50mila euro in tutto».

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