Il pellet a poco prezzo non arriva: caparra persa e ravennati beffati

Pensavano di essere al “sicuro” e i potersi scaldare senza particolari problemi, avendo ordinato i loro bancali di pellet a marzo. Quando ancora il prezzo al sacco (da 15 chili) era di circa 4 euro e mezzo. E invece non solo sono rimasti al freddo, ma hanno perso anche la caparra o l’acconto. Il rivenditore finito nel mirino ha l’attività nel Comacchiese ma diversi ravennati sono rimasti beffati. Ad occuparsi della questione, oltre che naturalmente i legali delle persone interessate, anche l’associazione Codici centro per i Diritti del cittadino: «Stiamo ricevendo diverse segnalazioni da parte dei consumatori, ne sono arrivate una decina – spiegano dall’associazione -. È stata inviata una diffida alla società, in particolare per quanto riguarda i contratti. Pare ci sia un’apertura al rimborso, ma per il momento non abbiamo certezze al riguardo e non possiamo al momento aggiungere altro». Indubbiamente la speranza è che la situazione possa risolversi in tempi relativamente brevi.

Consumatori sul piede di guerra
«Siamo molto impegnati su questo fronte – spiega l’avvocato Alessandro Scardovi, associazione Unione Nazionale Consumatori – e le aziende coinvolte sono ormai diverse. I clienti hanno fermato il pellet prima dell’estate e l’aumento dei prezzi è arrivato in un momento successivo. Per quanto riguarda gli acconti, che sono cosa ben diversa dalla caparra, vanno restituiti subito e, se si riesce a dimostrarlo, si possono chiedere anche i danni aggiuntivi. Va però tenuto presente che il prezzo è triplicato sul mercato e quindi anche per i rivenditori». Eccessiva onerosità, dunque? «Esattamente. A causa di eventi straordinari ed imprevedibili, si è prodotta una grave alterazione dell’equilibrio tra il valore della prestazione e quello della controprestazione, equilibrio che al momento della conclusione del contratto sussisteva. Occorre dunque una rinegoziazione del contratto, bisogna vedere qual è la strada migliore da percorrere». Chi volesse, può rivolgersi all’associazione in questione, al numero 331.4590534. C’è chi aveva prenotato quattro bancali da circa 70 sacchi ciascuno, prevedendo dunque una spesa di 1.300 euro, per poi trovarsi a doverne sborsare 3mila per la stessa quantità.
Altrimenti si resta al freddo. «Il punto – conclude l’avvocato – è che il pellet non c’è nei magazzini dei rivenditori. Un danno enorme per le famiglie, soprattutto in un periodo delicato come questo»

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