Grave siccità, preoccupa il Canale Emiliano Romagnolo

Lo stato di “grave siccità” che caratterizza ancora il Po minaccia le coltivazioni. Lo afferma l’autorità distrettuale del “grande fiume” che venerdì prossimo riunirà l’osservatorio sulle crisi idriche in seduta straordinaria proprio per monitorare l’andamento della situazione. A preoccupare in questo momento è però il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) che, portando acqua dal Po, è la principale ed essenziale fonte di approvvigionamento della quasi totalità delle colture tipiche di tutta la Romagna e parte dell’Emilia Orientale. Ieri il canale ha raggiunto il livello di massima attenzione. All’impianto idrovoro Palantone di Bondeno si registrava quota 3,02 metri sul livello del mare (3 metri soglia minima, 2,58 metri soglia di blocco impianto, verificatasi l’ultima volta nel 2007). Oggi, grazie ad alcuni temporali a macchia di leopardo che hanno leggermente innalzato il livello del Po, la quota è salita di pochissimo, a 3,05 metri. Comunque “la situazione attuale non regala facili ottimismi”, spiega il presidente del Canale Emiliano Romagnolo Nicola Dalmonte a cui si aggiunge la considerazione tecnica del direttore generale del Cer Raffaella Zucaro. Secondo cui “sulla base delle stime dei fabbisogni irrigui consigliati agli imprenditori agricoli dal nostro sistema intelligente” il Cer potrebbe ora fornire “precise indicazioni sulla possibilità di riduzione delle restituzioni idriche”. In questa fase “invece non abbiamo verificato criticità per quanto riguarda il bacino del fiume Reno”, aggiunge Zuccaro.

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