Gambettola, infradiciato per fare un murales: si sente male dopo 3 giorni sotto la pioggia

Il “Bosco-urban art project”, col suo ricco programma, deve fare i conti con uno spiacevole imprevisto: l’artista Dem è finito in ospedale e quindi ha dovuto interrompere la realizzazione dell’affascinante maxi murale che stava realizzando sulla parete di una casa, che è rimasto momentaneamente incompiuto. Dopo avere lavorato tre giorni sotto la pioggia, ieri mattina l’artista si è sentito male ed è stato necessario sottoporlo ad accertamenti e cure a Santarcangelo. Ma per fortuna già prima di sera le sue condizioni erano migliorate, tanto che è stato possibile dimetterlo. E così a Gambettola aspettano di rivederlo presto in azione per ultimare l’opera che ha iniziato, e una successiva già programmata.

È dunque iniziata con un fuori programma la terza edizione dell’evento-festival promosso dall’associazione “Circuiti Dinamici”, sotto la regia delle curatrici gambettolesi Angela Molari, Chiara Pavolucci e Sonia Catena, e patrocinato dal Comune. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio artistico e ambientale e le tradizioni, attraverso la street art, rigenerando luoghi “dimenticati”. Ieri pomeriggio è stata anche inaugurata la mostra nella “Stazione degli artisti”, dove si possono ammirare opere della fotografa Chiara de Maria. Gli eventi proseguiranno fino al 16 ottobre. Da lunedì scorso si era messo all’opera l’artista Dem, all’anagrafe Marco Barbieri, nato nel 1978 e residente a Codogno, famoso specialista di street art e le sue creazioni hanno abbellito varie città. «Il tema del festival, quest’anno, sono le erbe spontanee – spiega Sonia Catena – con gli antichi saperi del mondo contadino, attingendo anche da un libro dell’antropologo Eraldo Baldini. Così Dem ha deciso di raffigurare Sant’Antonio, protettore di uomini e animali delle campagne, in lotta contro il male». Nel suo murale sconfigge il demonio e attorno ha alcuni animali, tra cui un somarello, un maiale, un’oca e due anatre. L’opera era in fase di realizzazione in via Roma, su un muro di un immobile alto 8 metri, della famiglia Ugolini-Gazzoni. «Sono sempre stata una devota di Sant’Antonio – racconta Luisa Ugolini, 82 anni, vedova di Mauro Gazzoni – Abbiamo acquistato questa casa storica nel 1985 e ho sempre desiderato avere un murale come quelli belli visti in Sardegna. Da quando l’organizzatrice Angela Molari mi ha detto che avevano scelto il mio muro non sto nella pelle dalla contentezza. Ho ammirato l’artista lavorare anche col maltempo. Ora sono molto dispiaciuta per quanto gli è capitato».

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