Frane sul Savio a Mensa Matellica. Processo per disastro ambientale

Sarà una lunga sequenza di testimoni quella che andrà in scena nell’ambito del processo per le frane che dal 2015 colpirono le sponde del fiume Savio causando crolli e dissesti lungo un tratto fluviale di tre chilometri. Insomma, un disastro ambientale che potrebbe essere scaturito, almeno secondo le teorie dell’accusa, dalla costruzione della centrale idroelettrica di Hydroenergy a Mensa Matellica: l’impianto entrò in funzione il 24 agosto del 2015 e dopo poco iniziarono a manifestarsi le frane, con le prime segnalazioni a riguardo che sono state registrate in data 2 dicembre 2015. La domanda per ottenere la concessione utile alla costruzione della centrale risale invece al 2009. Otto le persone che dovranno difendersi dall’accusa di essere a vario titolo i responsabili dei cedimenti: si tratta di Daniele Tumidei, titolare di Act Hydroenergy, Franco Frosio, progettista, Claudio Miccoli, Andrea Bezzi e Alessandro Maria Di Stefano, con diversi ruoli nel Servizio tecnico di bacino, Andrea Fradagrada, Lorenzo De Cesare e Federica Di Ruzza, tre rappresentanti della società costruttrice.

Ieri mattina il processo ha preso il via davanti al collegio penale presieduto dalla giudice Cecilia Calandra, presente in aula anche il sostituto procuratore Angela Scorza, mentre gli otto imputati sono difesi dagli avvocati Lorenzo Valgimigli, Enrico Ferri, Massimiliano Starni, Alessandro Melchionda, Marco Riponi, Francesco Calcatelli, Daniele Vicoli, Luca Orsini, Niccolò Bertolini e Giulia Bongiorno. Nelle proprie liste, i legali degli imputati hanno inserito numerosi consulenti, figure quali geologi e ingegneri idraulici, ma anche esperti nell’ambito di concessioni e autorizzazioni.

Tra i compiti che avranno i consulenti di parte, anche quello di fornire una ricostruzione storica del dissesto del Savio, approfondendo le differenze tra lo stato precedente e quello successivo alla costruzione della centrale idroelettrica. Decine di persone che dovranno essere ascoltate in aula e che per ora sono state ammesse integralmente nelle liste presentate dalle difese, anche in ragione della «estrema tecnicità della materia» rilevata dal collegio penale. Il processo riprenderà a dicembre per entrare nel vivo all’inizio del prossimo anno.

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