Francesco, lo chef che porta la Romagna in tavola al Polo sud

C’è un po’ di Romagna in Antartide. Alla stazione italiana Mario Zucchelli nella baia di Terra Nova, lo chef responsabile della XXXVII spedizione finanziata dal Miur è Francesco Lubelli, di origine sarda ma riminese di adozione da vent’anni, con esperienze negli alberghi di Cesena e della riviera. E quella in corso è la sua undicesima missione al Polo Sud.

Tredici anni di esperienza

«La prima volta, nel 2009, ho fatto una selezione e sono stato scelto – racconta, mentre in Romagna sono le 10 e alla base le 22 –. E da lì è partita la mia esperienza antartica. Ho fatto otto missioni alla base Mario Zucchelli, dove si fa solamente la stagione estiva, fra ottobre e febbraio, e tre missioni alla stazione Concordia, che è la base italo-francese sul plateau antartico a un’altezza di 3.500 metri. E’ molto più difficoltoso lavorare lì, a causa dell’aria rarefatta».

Per questa spedizione «siamo partiti il 24 settembre – ripercorre –, siamo arrivati in Nuova Zelanda, abbiamo fatto la quarantena, poi siamo partiti da Christchurch in direzione della stazione americana di McMurdo e da lì un aereo Dc3 ci ha portato alla nostra base. Abbiamo fatto l’apertura in diciotto persone e adesso siamo in sessanta. E siamo pochi, perché il Covid ha bloccato molto le cose. Nel passato siamo arrivati ad essere anche cento/centodieci, perché c’è anche lo smistamento verso le altre stazioni come la Concordia o quella francese di Dumont d’Urville, dove è stato girato il documentario La marcia dei pinguini e dove sono stato in visita. Sono passato anche dalle basi australiana e coreana».

Il lavoro

Organizzare una cucina in Antartide non è la cosa più semplice: «Ogni anno riceviamo il cibo via cargo C130 o via nave – spiega –. Solitamente si fa una spesa biennale, per avere la sicurezza di essere coperti un anno in più nel caso in cui l’aereo o la nave non riesca ad arrivare per condizioni meteorologiche avverse. E il cibo viene conservato in un grotta scavata nel ghiaccio a una temperatura costante di -20°, un freezer naturale».

La brigata

La squadra di Francesco è composta anche da «un aiuto cuoco e un panettiere-pizzaiolo che prepara il pane con il lievito madre – aggiunge –, e ci occupiamo di coccolare i nostri ospiti».

In un luogo estremo come il Polo Sud, «la cucina è molto importante, perché scandisce la giornata (in questo periodo dell’anno c’è il sole 24 ore al giorno, nda) ed è il solo momento di svago che abbiamo a disposizione – continua –. Le persone si devono alzare dal tavolo contente».

E in questo, la cucina di casa nostra aiuta: «Due settimane fa ho steso la tagliatelle e ho preparato le tagliatelle fresche – sorride –. E ho fatto la serata piadina: ho preparato la porchetta e ho fatto la serata piadina».

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