Forlimpopoli, Chris Yan pubblica “Balsè”

Chris Yan (ovvero Christian Mastroianni), sound artist, compositore, field recordist, 
bassista e polistrumentista nato a Tivoli ma trapiantato a Forlimpopoli, ha pubblicato l’album Blasé, «un lavoro – ha scritto Rockit – denso e profondo, dove il suono, curato nei minimi dettagli è diretto viatico di un’emozione, un concetto oppure un ricordo».

Yan si interessa alla musica elettronica dal 2009: dodici anni di attività in cui è stato coinvolto in molteplici progetti e collaborazioni che vanno dalla raccolta di paesaggi sonori tramite registrazioni su campo, a musica per immagini, narrazioni sonore per radiodrammi e installazioni site-specific e performance dal vivo; con particolare interesse e dedizione alla musica elettroacustica e alla propria ricerca sonora. Ne abbiamo parlato con lui.

Come definisce la sua musica?

«Non amo e non so definire con esattezza la mia musica. Negli anni ha subito, fortunatamente, un’evoluzione continua. Mi sono sempre occupato di tutto quel che riguarda il suono, nelle forme e discipline più svariate. Questo disco, in un qualche modo, le comprende tutte: c’è il richiamo all’ambiente musicale dei primi dischi, c’è la ricerca sul suono degli ultimi anni, c’è anche la presenza di registrazioni ambientali e perfino un parlato nel brano di apertura».

Quando e perché ha deciso di fare musica?

«I primi approcci risalgono all’età di 11 anni, ma solo tra i 14, 15 anni ho realizzato che la musica sarebbe stata la strada. Prima bassista, poi contrabbassista, fino a studiare e interessarmi ad altri strumenti. Ora la mia curiosità mi ha portato a interessarmi a qualsiasi oggetto (o luogo) che trattenga o riproduca suono».

Perché ha scelto come nome d’arte proprio Chris Yan?

«Il nome Chris Yan non è altro che un gioco di parole di quello anagrafico. Nato agli inizi del 2009 durante le registrazioni del mio primo album solista, “Urban mantra”, stava iniziando un nuovo capitolo musicale della mia vita e sentivo il bisogno di staccarmi dal passato».

I suoi prossimi progetti?

«Dopo la promozione del nuovo album “Blasé”, uscito a maggio, vorrei costruire una performance multimediale di presentazione dal vivo per pochi e mirati contesti. Non è facile dati i tempi in cui viviamo e le incertezze annesse. Voglio riprendere anche la mia attività da field recordist e continuare ad ampliare il mio “archivio-memoria sonora”, magari tornando a prender parte a residenze artistiche e realizzando laboratori sul tema. Praticamente di riprendere in mano tutto quello che si è congelato ai tempi del primo lockdown del 2020».

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