Dallo studio del mondo all’obiettivo fotografico.Una nuova avventura per la forlivese Giulia Bonetti. Attivista e avventuriera, come lei stessa si definisce, Giulia, che nell’ottobre 2025 si è anche laureata in Diritto Internazionale all’Université catholique de Louvain, è tra le candidate alla vittoria finale del concorso fotografico istituito dalla galleria internazionale d’arte contemporanea Dantebus. Intanto però il suo scatto è esposto nella sede di via Margutta a Roma, scelto tra quelli di tanti altri partecipanti per una mostra allestita dal 2 al 28 maggio, giorno in cui vincitori saranno nominati, nei famosi spazi della galleria d’arte. Lo scatto della giovane forlivese, selezionato dal comitato scientifico-artistico tra le proposte più interessanti del concorso fotografico internazionale, si intitola “Custode dei luoghi e delle tradizioni”, e viene così descritto: «un filo conduttore lega passato e presente nel cuore del Forte Amber di Jaipur, visitato durante un viaggio fatto con il National Geographic, dove l’architettura incornicia un gesto che trascende il semplice lavoro di pulizia, trasformandosi in rituale. La luce calda avvolge la scena e la figura femminile emerge come custode silenziosa di tradizioni e spazi, profondamente legata alla cura. In questo equilibrio tra estetica e quotidianità, l’immagine restituisce una narrazione intima e senza tempo».
La pubblicazione
Dantebus realizzerà inoltre un catalogo internazionale bilingue (italiano/inglese) dedicato agli artisti esposti nella collettiva fotografica alla Galleria Dantebus Margutta. Ogni opera sarà accompagnata da una recensione critica elaborata dal comitato scientifico-artistico della galleria, con un’analisi approfondita dello stile, della tecnica e delle tematiche affrontate dall’artista. Il catalogo sarà distribuito sia in formato cartaceo sia ebook e disponibile su piattaforme internazionali come Amazon, Mondadori, Feltrinelli, Apple Books e Ibs.
La testimonianza
«Ho deciso che eventuali proventi derivanti da questo progetto saranno devoluti interamente in beneficenza, a sostegno di cause che mi stanno particolarmente a cuore – spiega Giulia Bonetti –. In fondo, il mio stile artistico è profondamente influenzato dal mio passato da attivista e avventuriera, elementi che continuano a intrecciarsi anche nella mia ricerca creativa. Per me è stato davvero emozionante debuttare artisticamente in spazi che in passato hanno accolto figure come Picasso e Fellini. L’idea di partecipare è nata anche grazie al piccolo successo ottenuto con il concorso fotografico del Wmo. Visto l’interesse suscitato dal mio lato artistico, ho deciso di coltivarlo in maniera più seria».