Forlì, sindacati in agitazione per i dipendenti dell’Unione

Stato di agitazione dei sindacati della Romagna Forlìvese. Lo annunciano in un comunicato le segreterie FP CGIL – CISL FP – UIL FPL – CSA. “Si comunica che le organizzazioni sindacali, hanno espletato in data 16 maggio 2022 il tentativo obbligatorio di conciliazione presso la prefettura di Forlì visto lo stato d’agitazione proclamato per i disagi e le inefficienze dell’Unione Romagna Forlivese verso i dipendenti e di conseguenza verso i servizi ai cittadini.
Abbiamo rimarcato la necessità di risolvere i problemi che ormai attanagliano vari servizi dell’Unione, fra cui il servizio di PL, il servizio personale, la Centrale Unica di Committenza e tutti i servizi in Unione, aggravati dall’uscita quasi in contemporanea del Direttore e del Responsabile del Personale; abbiamo proposto anche una road map con date e temi certi da risolvere nel breve periodo con la giunta dell’Unione. Le nostre proposte non hanno trovato accoglimento, facendoci sempre più convincere che un’Unione a 14 dove le decisioni vengono sempre rimandate è
un fallimento sia per gli amministratori che per i servizi ai cittadini.
FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e CSA non vogliono essere conniventi al naufragio dell’Unione, soprattutto dopo l’assemblea dei lavoratori che ha dato alle parti sindacali pieno mandato per arrivare anche allo sciopero, per palesare che il vaso è ormai colmo.
Non condividiamo il fatto che tutte le problematiche ricadano sul personale, e non siamo intenzionati a condividere un percorso senza obiettivi e futuro. Ringraziamo il capo di Gabinetto Dott.ssa Sbordone per l’impegno e le richieste di avvicinamento proposte all’amministrazione, ma purtroppo tale mediazione non ha dato il risultato sperato.
Si preparano momenti bui per l’Unione perché se prima i dipendenti si potevano rendere disponibili in un momento difficile, ora sono stanchi di sentire vedremo, faremo, portate pazienza, la PAZIENZA è FINITA. Ci scusiamo fin d’ora ai contraccolpi che queste azioni avranno sui servizi ai cittadini, ma non vediamo luci in fondo al tunnel”.

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