Forlì, la “charity dinner” con 175 ospiti porta 7mila euro allo Ior

Un’ambientazione da sogno per un evento che prometteva di fare la differenza per le tante donne che si sottopongono a chemioterapia nel territorio di Forlì-Cesena: una promessa ampiamente mantenuta visto che ha portato ad un contributo di 7.000 euro a favore della campagna “A Testa Alta”, il crowdfunding che si pone come obiettivo l’acquisto dei Paxman Scalp Cooler, i caschi refrigeranti che evitano la caduta dei capelli delle pazienti. Un traguardo straordinario quello celebrato nel corso del “Charity Dinner IOR” di Forlì, serata tenutasi giovedì 11 novembre presso la Chiesa di San Giacomo: 175 persone hanno risposto entusiasticamente all’appello, godendosi il catering messo a disposizione dal Ristorante Don Abbondio abbinato ai vini donati per l’occasione dall’Azienda Agricola “I Sabbioni”. Ma soprattutto i presenti hanno potuto toccare con mano lo specifico della causa a cui sarà devoluto il ricavato grazie alla presenza del dott. Fabio Falcini, Responsabile Dipartimento Onco-Ematologico della Romagna, e del dott. Ugo De Giorgi, Direttore Struttura Complessa Oncologia Clinica e Sperimentale – Terapie Innovative ed alte dosi dell’IRST di Meldola: quest’ultimo, insieme a buona parte dello staff del Gruppo di Patologia Mammella del medesimo Istituto intitolato al prof. Dino Amadori, ha portato la propria testimonianza per far comprendere quanto la caduta dei capelli sia ben altro rispetto ad una mera questione estetica.

Un momento della serata benefica a San Giacomo

«Sappiamo come nella maggior parte dei casi le donne che devono sottoporsi a chemioterapia accettano il trattamento più efficace per il tipo di malattia che hanno a prescindere dal fatto che sia alopecizzante o meno – ha spiegato – ciò non toglie che vivano male la caduta dei capelli e questo le porta ad isolarsi in un momento in cui probabilmente avrebbero bisogno del massimo supporto. Non dimentichiamo inoltre che c’è anche una piccola fetta di pazienti che rifiutano categoricamente il percorso di cura che garantisce loro le migliori possibilità di guarigione pur di evitare la calvizie. Questa è sicuramente la situazione più dolorosa per noi medici, che ci vediamo costretti a trovare alternative senz’altro meno efficaci. Il Paxman Scalp Cooler, quindi, per la maggior parte delle pazienti è uno strumento che non va ad incidere sulla sopravvivenza ma che in ogni caso ha un impatto determinante a livello di qualità di vita: ma, in situazioni estreme, può diventare persino un fattore per la buona riuscita delle terapie, aiutandoci a far accettare alla paziente il miglior trattamento per lei a prescindere dagli effetti collaterali che esso comporta. La campagna “A Testa Alta” è sicuramente ambiziosa: vogliamo installare un Paxman Scalp Cooler a Meldola e uno presso il distaccamento di Cesena. Non credo siano molte le province in Italia che possano vantare la presenza di due apparecchi del genere. L’idea è chiara: quella di garantire a quante più pazienti del nostro territorio questa possibilità direttamente presso la struttura a loro più vicina».

«Questo per noi è un evento davvero significativo perché segna la ripresa ufficiale delle nostre serate di raccolta fondi in presenza – ha affermato Luca Panzavolta, Presidente IOR – ringrazio di cuore l’Amministrazione Comunale che ci ha messo a disposizione una location stupenda per l’occasione. È un piacere poter tornare a queste manifestazioni per sostenere una causa tanto importante come quella dell’acquisto di un macchinario che potrà evitare l’ulteriore carico emotivo della calvizie alle donne già provate dalla diagnosi di tumore. Il fatto che questo obiettivo sia molto sentito lo testimonia non solo la grande adesione avuta a questo Charity Dinner ma anche la mole di donazioni che sono già arrivate sulla nostra piattaforma www.insiemeachicura.itle persone che a vario titolo hanno contribuito ad oggi sono infatti circa 150, cosa che ci fa ben sperare per il raggiungimento della cifra prefissata. Il tema dell’oncologia, d’altronde, tocca tutti: è giusto che sia considerata una priorità quella di salvaguardare la qualità di vita dei pazienti che si sottopongono ai lunghi e delicati percorsi di cura che una diagnosi di cancro impone».

            Nel corso dell’evento è intervenuto anche l’Assessore all’Università e alla Cultura del Comune di Forlì, Valerio Melandri, che a proposito della serata ha asserito: «Noi siamo per le contaminazioni virtuose, in cui i luoghi di cultura possano rappresentare la cornice di eventi di valore e meritevoli come quello che l’Istituto Oncologico Romagnolo propone stasera. L’attività che questa no-profit svolge sul nostro territorio è enorme e ben riconosciuta: noi come Comune siamo stati lieti di mettere a disposizione la Chiesa di San Giacomo, nella consapevolezza che mettere insieme mondi diversi sia il modo migliore che abbiamo per far crescere la nostra città».

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