Forlì e la Strada Statale 67. Di Maio: “Al momento non c’è un impegno reale da parte del Governo”

Aprire un confronto in sede ministeriale che coinvolga i Comuni, la Provincia, la Regione e tutti gli enti coinvolti. E’ la richiesta avanzata al ministero delle Infrastrutture dal deputato romagnolo Marco Di Maio (Italia Viva), che nei giorni scorsi ha depositato una apposita interrogazione in Commissione Trasporti alla Camera. 
Al momento non c’è alcun impegno reale preso dal Governo al riguardo – spiega il deputato – e dunque l’interrogazione ha l’obiettivo di spingere il Ministero ad agire per far fronte all’inerzia, mostrata in questo caso anche degli enti territoriali sovraordinati rispetto ai Comuni, in particolare Provincia e Regione”. 

Negli anni passati, la Strada Statale 67 Tosco-Romagnola non è mai stata oggetto di un vero e proprio ammodernamento – osserva nell’interrogazione il parlamentare romagnolo -. Gli interventi che sono stati effettuati negli anni passati, infatti, si sono limitati a qualche asfaltatura o a interventi di emergenza a seguito del verificarsi di frane o smottamenti”.
L’importanza di questa statale è cruciale anche per la città di Forlì – ricorda il parlamentare – infatti è grazie alla sua presenza che si è potuta realizzare la propria tangenziale in variante alla SS 67, con notevoli miglioramenti in termini di flusso di traffico, velocità negli spostamenti tra centro urbano e territori circostanti – soprattutto quelli delle vallate – che di miglioramento della qualità della vita in città”. 
“Di recente, inoltre, si è stipulata una convenzione tra la Regione Emilia-Romagna e l’ANAS al fine di migliorare la visibilità e la sicurezza sulla SS 67 – aggiunge -, ma anche di prevedere un nuovo tracciato tra Forlì e Ravenna. Oltre a ciò, rimane comunque necessario un intervento di ammodernamento nel tratto che va da Forlì al Passo del Muraglione per migliorare la viabilità delle vallate, ridurre il rischio stradale e sostenere lo sviluppo dei Comuni attraversati dall’unica arteria che consente di raggiungerli con rapidità”.
“Queste ragioni sono alla base della nascita di un apposito Comitato civico sostenuto trasversalmente per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema – conclude il parlamentare -. La Regione, dopo un iniziale diniego ad affrontare la questione ha dichiarato di voler riprendere il confronto con i sindaci dei Comuni interessati. Bene, ora è il momento di far parlare i fatti e questa interrogazione va proprio nella medesima direzione”.

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