Faenza, Cederna e Gravina al Masini con “Tartufo”

Una storia antica, anzi contemporanea: Molière mise in scena Tartufo, Tartuffe ou l’Imposteur nel maggio del 1664. Il dramma, con adattamento e regia di Roberto Valerio arriva al teatro Masini di Faenza sabato 8, domenica 9 e domenica 16 gennaio (ore 21) interpretato dal regista stesso, Giuseppe Cederna e Vanessa Gravina, con Massimo Grigò, Irene Pagano, Elisabetta Piccolomini, Roberta Rosignoli, Luca Tanganelli. Scene, costumi e luci sono firmati da Giorgio Gori, Lucia Mariani e Emiliano Pona, Alessandro Saviozzi cura il suono. Giuseppe Cederna è soddisfatto di tornare al Masini, «uno dei teatri più belli d’Italia – commenta l’attore e scrittore, premio Oscar per “Mediterraneo” –: arrivare qui vuole dire “Ma allora… sono quasi famoso!”».

E a Faenza approdate con un classico.

«E con un allestimento in cui il regista lancia con successo diverse sfide: dopo quasi un anno di tournée, e venti mesi di interruzione, ora siamo a circa cinquanta repliche e quasi sempre con il tutto esaurito. Ma parliamo di un testo bello, che fa ridere pur se a pancia stretta, e poi, universale. Il regista infatti colloca la vicenda negli anni ’60, in una famiglia borghese con un padre privo di autorevolezza, una madre annoiata e dei figli che non hanno considerazione dei genitori. Una situazione vicina a noi, in cui la traduzione di Cesare Garboli mantiene il ritmo e la forza del testo originale».

Ma Tartufo è terribile!

«È vero, è un mascalzone e un ipocrita, capace di cambiare le carte in tavola a suo vantaggio, un individuo misterioso che sembra rifarsi unicamente all’autorità del cielo e della Chiesa. La sua Chiesa però è lui stesso: è intelligente, affascinante, è un bravo retore, una specie di “maestro” e curatore di anime che tranquillizza Orgone e lo fa sentire amato. Ma su tutto dominano la sua rapacità, la sua fame di potere e affermazione: proprio quelle lo fanno innamorare della bella Elmira che vuole conquistare anche carnalmente: l’astuzia e l’alterità della donna però lo sconfiggeranno. La risata nasce proprio dalla spudoratezza della menzogna, che riconosciamo attorno e dentro di noi: Tartufo è un archetipo eterno, è facile identificarlo nei politici, per esempio, ma tutti noi siamo “Tartufi”, e portiamo in noi la stessa ombra».

Come è riuscito a calarsi in un personaggio che le è molto distante?

«Devi raggiungere luoghi un po’ neri, e inoltre imparare a superare la distanza verso l’altro. Qui, sono stati compagni preziosi Roberto Valerio, che ha scavato dentro di me, e Vanessa Gravina, bella, brava e generosa nel farmi accostare a lei e al suo corpo, in scene anche osé che potrebbero essere imbarazzanti, e in cui invece ci divertiamo persino».

E il pubblico gradisce.

«Riconosce l’importanza dei temi, ride, ma vede anche l’affiatamento di una compagnia in cui attori esperti e meno esperti sono adatti alla propria parte, ed emergono l’attenzione e la cura del regista».

È un lavoro che lei sta amando molto.

«Mi considero un narratore di storie, e in questa storia mi sono riconosciuto, come succede quando guido gruppi al Parco dell’Uccellino o a Matera alternando il cammino alla lettura di poesie. Si tratta in quel caso di una piccola “meditazione del cammino” in cui l’attenzione al particolare, alla lentezza, al respiro… crea intimità fra sconosciuti, e un senso di comunità».

Quel senso di comunità che lei ha cercato anche con i “Viaggi in cucina” del lockdown nel 2020.

«L’idea è nata quasi per caso, o per disperazione. Ma leggere poesie, poi musicate dalla mia compagna, e poi trasmetterle, è stato come lanciare messaggi in bottiglia che molti hanno raccolto».

E dopo “Tartufo”?

« “Le isole del tesoro”, nato dai viaggi e dalle opere di Luis Stevenson, che però racconta anche di me e della mia “fuga” nell’isola greca che amo: e ancora una volta, grazie alla scrittura teatrale, trasferisco la mia storia, il mio malessere, il mio inciampo in qualcosa che si può condividere».

Incontro con il pubblico: 9 gennaio (ore 18) al ridotto del Masini a ingresso libero. Biglietti: 29-27 euro

Info: 0546 21306
www.accademiaperduta.it.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui