Ecco “Confini del mondo” dei sammarinesi Alibi

Alibi è un gruppo musicale formatosi a San Marino nel 2014 e composto da tre membri: Enrico Evangelisti al pianoforte e alla voce, Riccardo Gasperoni al basso e Alessandro Zonzini alla chitarra. L’anima musicale del gruppo è dettata da una duplice guida: un rock ricercato e potente da una parte e il gusto poetico dall’altra.

In tutti gli store digitali già da novembre è in vendita il nuovo album “Confini del mondo”; in radio invece arriva il singolo “Non ti perdonerò”, una metafora del non ascoltare l’altro, metafora che viene raccontata attraverso un’accesa discussione tra una coppia. Il brano nasce infatti da un episodio di vita quotidiana, da una riflessione personale sui propri errori e dal tentativo di guardare sé stessi da fuori. Noi abbiamo posto alcune domande al chitarrista.

Zonzini, com’è nato il vostro nuovo album?

«Il nostro album è nato dalla voglia di tutti di rimettersi in gioco, di provare a creare qualcosa di unico e che racchiudesse totalmente la nostra essenza, siamo convinti di esserci riusciti».

Quali sono, secondo lei i confini del mondo?

«I confini del mondo secondo me sono semplicemente dei limiti, limiti che vanno superati, non importa quanto sia buia la strada, bisogna comunque fare un passo avanti ed esplorare l’inesplorato, in parte è anche la filosofia del nostro lavoro».

È in arrivo in radio anche il singolo “Non ti perdonerò”. Cosa volete “gridare” con questa canzone?

«Ogni discussione è una discussione con sé stessi, è il non voler vedere l’altro. Non guardando l’altro, però, avremo solo l’illusione di una verità parziale. Guardiamo senza vedere, ascoltiamo senza sentire. Questo è ciò che il brano vuole far sentire e non solo ascoltare».

Cosa non perdonerebbe mai?

«Personalmente le uniche cose che non perdonerei sarebbero solo nei confronti di me stesso nel momento in cui mi dovessi tirare indietro e non dare il 110% per raggiungere i miei obbiettivi e sogni».

Quale significato ha il perdono?

«Credo che il perdono possa avere una quantità indefinita di significati, sicuro credo che il perdono sia anche sinonimo di forza, superiorità, tutti possono sbagliare, è per questo che hanno messo le gomme sopra le matite».

Lei è il chitarrista degli Alibi, come definirebbe la vostra musica?

«Cercando di essere il più imparziale possibile penso che la nostra musica sia il connubio perfetto fra amore della musica e studio di essa, ascoltando questo disco ci si potrà accorgere immediatamente di quanto sia facile farsi scivolare via ogni canzone, eppure all’interno di esse sono presenti una ricerca sonora e uno studio del dettaglio non indifferente. Suonare con questi ragazzi è una costante lezione e ispirazione, sono davvero grato del ruolo che ricopro in questa famiglia».

Volete comunicare qualcosa di particolare?

«Il nostro messaggio è forte e chiaro, noi esistiamo, crediamo molto in quello che facciamo e abbiamo intenzione di farci notare dal grande pubblico, non siamo presuntuosi o superbi, crediamo molto nel nostro lavoro e nelle nostre qualità».

Perché chiamarvi proprio Alibi?

«Perché proprio come un alibi vorremmo essere ciò di cui tutti hanno bisogno».

I vostri prossimi progetti?

«Al momento dopo l’uscita di quest’album faremo il possibile per promuoverlo e suonare in più posti possibili, ci piacerebbe portare il nostro spettacolo almeno in giro per l’Italia, poi con calma sicuramente proveremo a superarci ancora e a scrivere un terzo disco».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui