Due riminesi in moto in Africa per un mese

Una avventura di 6.500 chilometri per raccontare la bellezza di un continente cavalcando un “bolide” made in India da appena 411 centimetri cubi di cilindrata. È l’ultima “maratona” partita ufficialmente oggi di Emilio Salvatori, ex capo ufficio stampa del Comune di Rimini ora pensionato e della moglie Cristina Zoli. Viaggi che diventano reportage per alcune delle più importanti testate italiane del settore “2 Ruote”, “In moto”, “Roadbook” e per l’australiana “Traverse”.

Nuova avventura

La “gita” di questa volta li porterà da Città del Capo (Sud Africa) ad Arusha (Tanzania), attraversando Namibia, Botswana e Zambia. Anche questa avventura è frutto delle tante relazioni strette da Emilio e Cristina negli ultimi 8 anni. Questa volta ad arruolarli, spiegano, «è stato Eric Allard, madre italiana, padre francese nato in queste terre, importatore per la Tanzania della Royal Enfield, un amico conosciuto per questa nostra passione che ha chiesto se eravamo disponibili per riportare da Città del Capo ad Arusha quattro moto lasciate da altrettanti turisti americani». Il tempo di fare la valigia e dopo «27 ore, tra voli cancellati e riprotezione che ci ha fatto girare diversi aeroporti siamo arrivati a Cape Town». Oltre a loro sulle altre tre moto saliranno un belga stregato tempo fa dalle meraviglie della savana e tre “indigeni”: un sud africano e Cris e Sarah, coppia di Zanzibar.

Il “bolide” è una Royal Enfield modello “Himalayan”. Per Emilio e Cristina sarà ripetere una felice esperienza. Sullo stesso modello, infatti, hanno percorso centinaia di chilometri in Tanzania. «Se è una cilindrata troppo piccola? Non dovendo fare nessuna corsa, è il mezzo ideale per questo tipo di viaggio. Le sue caratteristiche: affidabilità, maneggevolezza», sottolinea Emilio che in garage a Rimini ha parcheggiato un cavallo di razza come la Moto Morini Scrambler 1200.

Pronti via

Fatto il tagliando alle quattro moto, oggi è prevista la partenza. Un mese, giorno più giorno meno, il tempo stimato per coprire il viaggio che prevede numerose tappe di “contemplazione” paesaggistica, come quella alla cascate Vittoria, un chilometro e mezzo di autentico spettacolo della natura che si scarica le sue acque nel fiume Zambesi.

Ma qual è la giornata tipo di Emilio e Cristina? «Per fare 200 chilometri, possiamo impiegarci anche 12 ore» sottolinea Cristina. Che precisa sorridendo: «Sono la co-pilota non chiamatemi zavorrina». E alla co-pilota spetta la gestione della macchina fotografica, della video camera. «Immortaliamo qualsiasi cosa interessante, ed una volta arrivati a destinazione scriviamo il resoconto della giornata. Se è impegnativo? Racconto a te quello che ho già detto ad altri: nel nostro ultimo viaggio a Zanzibar mi sono immersa in quel favoloso mare si è no per 5 minuti».

Un motoreche ruggisceda 120 anni

Royal Enfield è il più antico marchio al mondo di motociclette in produzione continua e gestisce impianti di produzione a Chennai in India. Tante le innovazioni nei suoi 120 anni di vita. La Royal Enfield prende forma nel 1901: a progettarla Bob Walker Smith e il francese Jules Gobiet. Nel 1914 la prima rivoluzione: Royal Enfield a 2 tempi entra in piena produzione. Nel 1926 arriva laSports Model 351, primo 4 tempi con valvole in testa da 350 cc con cambio a pedaliera. Viene inoltre lanciata una motocicletta a 2 tempi da 225 cc “Modello per signora”. Due anni dopo Royal Enfield adotta i serbatoi sotto il sellino invece dei superati serbatoi piatti. Nel 1932 nasce la leggendaria “Bullet”. Tra il 1939 e il 1945, nel pieno periodo bellilco, la Royal Enfield produce elevate quantità di motociclette e biciclette. Il modello militare più rappresentativo è la motocicletta “Airborne” di 125 cc soprannominata Pulce volante. Nel 1955 l’azienda di Redditch entra in partnership con Madras Motors in India per costituire “Enfield India”. Nel 1964 viene lanciata la celebre Continental GT Café Racer. È il 1997 quando Royal Enfield India inizia l’esportazione della Bullet 350 cc nel Regno Unito e in Europa. La Himalayan con cui viaggeranno Emilio e Cristina è nata nel 2016.

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