Dal Belgio in vacanza a Imola: “Sono positiva, ora come faccio?”

Positiva da quattro giorni, con il Green pass rafforzato che risulta tuttora valido e ancora in attesa di essere contattata da qualcuno. Perlomeno fino a ieri, quando ha letto della modifica delle procedure di tracciamento decisa dall’Azienda Usl di Imola a seguito della crescita esponenziale dei casi di positività al coronavirus che ha mandato il tilt il sistema. È chiusa nella camera da letto dell’amica che l’ha ospitata in città per Capodanno una ragazza di Parma che lunedì avrebbe dovuto fare ritorno in Belgio dove vive e lavora, e che dovrà rimandare la partenza almeno fino al 15 gennaio. «Sabato ho fatto un tampone prima di andare a un pranzo ed è risultato negativo – racconta –. Domenica ho fatto un altro test rapido prima della partenza del giorno successivo, per scrupolo prima di andare in aeroporto (oltre al certificato di completamento del ciclo vaccinale primario il Belgio non richiede ulteriori controlli per l’ingresso, ndr) ed è risultato positivo».

Adesso che i test rapidi positivi sono sufficienti per determinare un’infezione da Covid anche senza una conferma attraverso un test molecolare «mi sono isolata immediatamente – aggiunge –. Ho comunque provato a fare altri tamponi, quelli cosiddetti “fai da te” però dello stesso tipo che si fanno in farmacia, e nel giro di un paio d’ore ho avuto quattro risultati differenti: due negativi e due positivi, ma solo leggermente». Insomma, qualche perplessità sull’efficacia dei test è giustificata.

Contemporaneamente, «ho cercato di avere informazioni, però non è stato assolutamente semplice – continua –. Ho telefonato alla Guardia medica almeno tre volte: mi ha detto di contattare il mio medico di base a Parma e di aspettare di fare un ulteriore tampone rapido in farmacia dopo dieci giorni, nel caso in cui i sintomi siano scomparsi da almeno tre giorni. Ma non ho ancora capito se mi contatteranno e chi lo farà per fissare questo tampone di controllo». Nel frattempo, il suo Green pass non è ancora stato “sospeso”. E le procedure per il tracciamento sono cambiate: il giro, dunque, ricomincia daccapo.

Al contrario dell’amica, che ha fatto la terza dose del vaccino il 31 dicembre e non sarà obbligata a rimanere in quarantena (ma in autosorveglianza, così da poter aiutare anche la famiglia in quarantena per cinque giorni), «ho provato in tutte le maniere a prenotare la terza dose in Italia, perché in Belgio la sanità è privata, cercando di fissare un appuntamento fra il 23 dicembre il 2 gennaio, però è stato un calvario – racconta la ragazza –. Il 31 dicembre risultava disponibile per la mia amica e non per me, nonostante fossero trascorsi quattro mesi dalla seconda dose per tutte e due. E all’Open day del 1° gennaio sono stata respinta, anche se in farmacia mi avevano assicurato che l’avrei potuta fare».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui