RIMINI. “Cristo” si è fermato a San Marino. Il Tribunale dell’antica repubblica ha negato infatti la consegna all’Italia della statua lignea attribuita da qualcuno a Michelangelo e custodita sul Titano in una cassetta di sicurezza della Banca centrale. Uno stop inatteso, anche in virtù dei rapporti di collaborazione con la Procura di Rimini, perché l’opera non è sotto sequestro e fino a un mese e mezzo fa le autorità sammarinesi erano pronte senza battere ciglio a riconsegnarla nelle mani del privato, considerato il legittimo proprietario (dopo l’archiviazione delle accuse grazie alla prescrizione), con tanto di cerimonia di riconsegna già concordata tra le due ambasciate interessate. La magistratura sammarinese avrebbe restituito senza obiezioni il “Cristo” all’uomo che per sua ammissione lo portò via dall’università Lateranense dove si trovava per “nasconderlo” San Marino (senza mai chiarire i tanti dubbi su attribuzione, provenienza, successione testamentaria e sfondi da spy-story tra politica e criminalità organizzata), ma non è disposta a fare altrettanto adesso con i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, nonostante nel frattempo si sia chiarito che se l’opera deve andare a qualcuno, quello è lo Stato italiano.

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