Coronavirus, terzo caso a Ravenna. Colleghi in quarantena, azienda aperta

Coronavirus, terzo caso a Ravenna. Colleghi in quarantena, azienda aperta

Rilevato un nuovo caso di contagio da coronavirus nel Ravennate. Si tratta del terzo registrato in provincia dopo quelli del calciatore 21enne lughese e della sua conoscente risultati positivi nei giorni scorsi ma già “clinicamente guariti”. Ad essere stato colpito dal virus, un 50enne dipendente di una ditta operante nel campo dell’ortofrutta con sede nella Bassa Romagna e residente nella zona di Glorie di Bagnacavallo.

L’uomo, che risulta comunque in buone condizioni di salute tanto che non si è reso necessario il ricovero in ospedale, stando a quanto emerso dall’indagine epidemiologica avviata immediatamente dopo il riscontro avrebbe di recente avuto contatti per motivi di lavoro con persone del Piacentino, ovvero una delle due zone in regione insieme a Rimini dove il contagio è più diffuso. Dovrebbe aver contratto il virus dal collega incontrato in Emilia, il quale, asintomatico, avrebbe una familiare ricoverata in ospedale per il covid-19.

Al rientro dalla trasferta il lughese avrebbe manifestato malessere e i primi sintomi, restando a casa dal lavoro. Era già in isolamento domiciliare quando è stato eseguito il tampone che ha accertato il contagio. «E’ stata attivata la quarantena domiciliare volontaria con sorveglianza attiva da parte del personale del Dipartimento di Sanità pubblica – spiega una nota diffusa dalla Provincia –. Allo stesso tempo l’indagine epidemiologica ha portato ad identificare i contatti stretti del paziente, una decina di persone tra familiari e colleghi di lavoro, che sono stati a loro volta posti in quarantena domiciliare volontaria e che vengono tenuti monitorati». Tutti negativi i colleghi. L’azienda è regolarmente aperta: l’Ausl ha dato il nullaosta nel continuare l’attività.

«Il nostro concittadino sta bene, è al suo domicilio ed è costantemente seguito dalle autorità sanitarie locali – spiega il sindaco di Bagnacavallo, Eleonora Proni –. In generale, per quanto riguarda il coronavirus, in Italia stiamo di certo vivendo una situazione inedita, comunque tenuta sotto controllo dal personale sanitario che sta lavorando con fatica ma anche con grande qualità professionale e il massimo della competenza. Nella nostra provincia si registra peraltro una grande coesione territoriale, a partire dall’unità di crisi costituita dal prefetto in cui si evidenziano le situazioni da attenzionare». Il sindaco Proni rimarca poi come oramai «non si possa far finta di niente, le istituzioni devono convincere i cittadini a seguire le raccomandazioni suggerite dalle autorità sanitarie e a muoversi e comportarsi con prudenza. Ma, dall’altra parte, non bisogna drammatizzare la situazione e non ingigantirla, insomma non fare le cose più grandi di quelle che sono».

Intanto in regione continua a crescere il contagio. Sono infatti complessivamente 698 i casi di positività al virus, 154 in più rispetto a mercoledì. Sono 299 i pazienti in isolamento a casa perché non necessitano di cure ospedaliere, 32 quelli ricoverati in terapia intensiva (6 in più rispetto a ieri); 30 invece i decessi, ma aumenta anche il numero dei guariti che sale a 10, compresi appunto i due lughesi. Per quanto riguarda la Romagna, è Rimini la provincia più colpita con 68 persone colpite e dove ieri sono stati conteggiati 35 nuovi casi; altri 4 nuovi casi nell’Imolese e 2 nel Forlivese.