Coronavirus, Bar City di Riccione «In Rete gira un audio fake»

Primo contagiato e prima vittima delle fake news degli untori del Web: il bar City di via Panoramica 33 a Riccione. Qualcuno, nel tardo pomeriggio di martedì, ha infatti postato su varie pagine Facebook e fatto girare nelle chat WhatsApp un messaggio in cui si avvertiva di non andare più in quel locale, perché li avrebbe lavorato la compagna romena del ristoratore in quarantena.

Luca Marchetti, quando vi siete accorti di cosa vi stava capitando?

«La bomba ci è esplosa tra le mani tra le 19 e le 20, quando amici, frequentatori abituali del nostro bar ma anche semplici conoscenti, ci hanno segnalato quell’audio e quei post che giravano in Rete».

Qual è stata la prima reazione?

«Siamo rimasti senza parole».

Come avete reagito?

«Appena ci siamo ripresi, ho scritto un lungo post sulla pagina Facebook “Come vorremmo la nostra Riccione” dove ho smentito che da noi non lavorasse una persona vicina al ristoratore contagiato, men che meno una cameriera romena. La nostra è un’attività famigliare dove lavorano tre fratelli ed i miei genitori. L’unica dipendente è una ragazza riccionese di 27 anni e siamo stati costretti a prenderla perché mia mamma è stata operata ad un ginocchio».

Quel messaggio ha avuto conseguenze tangibili?

«Nonostante l’emergenza coronavirus, noi abbiamo deciso di rimanere comunque aperti. Se nei giorni scorsi abbiamo visto una modifica sostanziale e un calo della clientela, questa mattina (ieri ndr) la gente che è venuta al bar è ulteriormente diminuita».

Adesso cosa farete?

«Stiamo valutando quali iniziative intraprendere, se andare per le vie legali presentando denuncia ai carabinieri o alla polizia postale. Il danno è grandissimo. Pochi minuti fa si è presentata una ragazza per chiedermi scusa. “Sono una di quelle che ha diffuso l’audio” mi ha detto. “Ho girato quel vocale ad altre cinque amiche. Poi, letta la mia smentita, si è pentita ed appena ha potuto è corsa a scusarsi».

Davanti a una situazione simile viene da chiedersi chi può aver voluto arrecarvi un danno simile?

«Non abbiamo la minima idea sul perché qualcuno abbia fatto una cosa così grave che ci sta già procurando un danno economico pazzesco».

Ultima annotazione. L’Ausl di Modena, per contrastare immediatamente il fenomeno delle fake news generatrici di panico come quella del Bar City, ha presentato una denuncia per ora a carico di ignoti alla polizia postale.

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