Ciclismo, Montaguti: “Che bello il Giro lungo la Romagna”

Ora che sulle tappe romagnole del Giro d’Italia 2021 è ufficialmente caduto il velo, è tempo di chiedersi cosa riserveranno le tre frazioni del 12, 20 e 21 maggio.

E chi meglio di Matteo Montaguti, dall’alto delle sue nove partecipazioni alla corsa rosa, per fare le carte a questa tre giorni di grande ciclismo? «La passata edizione, lavorando per Rcs, ero dentro l’organizzazione – racconta l’ex professionista di Meldola – quest’anno, invece, sono stato meno coinvolto, perché ho accettato l’offerta lavorativa di Castelli, e sino all’ultimo, non ho avuto notizie certe sul percorso».

Anche lui, quindi, ha seguito con curiosità la presentazione del Giro 2021. «Sono felice che la Romagna sia protagonista. La prima tappa, la Modena-Cattolica del 12 maggio, attraversa tutta la nostra terra, scendendo lungo la via Emilia, e sarà sicuramente appannaggio dei velocisti, anche se la volata si preannuncia complicata: ho partecipato alla ricognizione dell’arrivo e mi è parso molto impegnativo, perché in quel tratto il lungomare è stretto».

Chi potrebbe spuntarla? «Da romagnolo, spero che Belletti riesca a ben figurare, Nizzolo può dire la sua, e sono dispiaciuto per la probabile assenza di Demare, sarebbe stato un valore aggiunto».

Dopo aver lasciato Cattolica, la carovana rosa farà rotta verso Sud, per poi tornare in Romagna giovedì 20 maggio, quando è in programma la Siena-Bagno di Romagna, in omaggio allo storico ct della nazionale Alfredo Martini (centenario della nascita) e a Gino Bartoli, con passaggio a Sesto Fiorentino e Ponte a Ema. «Il percorso è stato cambiato in corso d’opera, perché doveva partire da Firenze. Delle frazioni romagnole sarà la più interessante, per i tre Gpm e perché, dopo la prima settimana di corsa, la classifica dovrebbe iniziare a delinearsi».

Inevitabile ripensare alla tappa del 2017, sempre con arrivo a Bagno, che vide Montaguti protagonista. «Allora, i chilometri erano meno ma il tracciato più duro, visto che prevedeva Consuma, Calla, Carnaio e Fumaiolo. Anche se non stavo bene, ero talmente motivato che entrai nella fuga di giornata. Mi staccai alla fine, a 500 metri dalla cima del Fumaiolo, arrivando nel gruppo maglia rosa, che tagliò il traguardo sbriciolato. Fu una tappa pazzesca, combattuta, senza un attimo di respiro. Anche stavolta, penso possa andare in porto un attacco da lontano o aver successo il tentativo di qualche finisseur».

Il giorno dopo, con la partenza dal centro di Ravenna verso Verona, per ricordare i 700 anni dalla morte di Dante, il Giro saluterà la Romagna, sperando si tratti solo di un arrivederci.

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