Chiesa ortodossa devastata a Cesena, libero uno degli accusati per i danni

CESENA. È tornato ieri in libertà uno dei due accusati del danneggiamento della chiesa dell’istituto Lugaresi. Era in cella da quel 28 aprile quando la polizia ne dovette placare la furia anche con l’utilizzo di spray al peperoncino. Il caso è quello dei due cesenati (rumeni ortodossi) che ubriachissimi dopo il festeggiamento della Pasqua erano tornati sui loro passi dopo le funzioni in chiesa al Lugaresi, danneggiando uffici e devastando (ferendosi) il luogo sacro.

Ivan Vasile, 39 anni, aveva le chiavi per entrare anche a funzioni finite. Perché era tra coloro che prestava servizio e dava aiuto alla chiesa ortodossa retta dal “preot” Silviu Sas. Difeso dall’avvocato Ermenelinda della Corte ha proposto ricorso contro la decisione del gip Galassi di trattenerlo in cella (dove si trovava dai fatti) in attesa del giudizio.
Il Tribunale del Riesame (Letizio Magliaro, Mirko Margiocco e Manuela Melloni) ha annullato l’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere liberando subito il 39enne che a Cesena ha moglie e figli. Non hanno ritenuto i giudici sussistere esigenze cautelari per reiterazione del reato o pericolo di fuga. Dando atto così anche di come davanti al Gip il 39enne si era scusato dell’accaduto, detto pronto a rifondere i danni specificando che non ricordava assolutamente nulla per le libagioni alcoliche seguite ai festeggiamenti della Pasqua Ortodossa.

Resta invece per ora in cella Andrei Ionut, 26 anni: co-protagonista di quella domenica di devastazione. Al pari del compagno liberato dalla cella dovrà rispondere di danneggiamento aggravato (i danni materiali sono di poche centinaia di euro) e di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale visto che i tre agenti di polizia che li hanno ammanettati sono stati medicati in ospedale e refertati con 7 e 10 giorni di prognosi. Il 26enne ha scelto un avvocato di fiducia che, almeno fino all’udienza per il 39enne, non aveva depositato alcuna richiesta di riesame del caso.

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