L’archeologo, storico e scrittore cesenate Andrea Antonioli ha ottenuto un nuovo e prestigioso riconoscimento letterario. Il suo volume Cesare Borgia. Il principe in maschera nera si è aggiudicato il primo posto assoluto al Premio internazionale “Equilibri” di Roma, una delle rassegne letterarie più rilevanti del panorama attuale. Un risultato che conferma il successo e l’autorevolezza di uno dei lavori più apprezzati all’interno della sua ampia e raffinata produzione.
La Giuria, presieduta da Chiara Ricci – figura di grande spessore culturale e fine conoscitrice del linguaggio cinematografico –, ha selezionato il libro dopo un percorso di valutazione particolarmente rigoroso, premiando la capacità dell’autore di restituire un ritratto complesso, sfaccettato e profondamente documentato del duca Valentino. Antonioli indaga la figura di Cesare Borgia non solo sul piano politico e militare, ma anche nella sua dimensione più intima e psicologica, offrendo nuovi spunti di riflessione sul pensiero rinascimentale e sulle dinamiche del potere.
Il volume, pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Newton Compton, si distingue anche per una scrittura vivace e suggestiva, capace di coniugare rigore storico e qualità narrativa. Una combinazione che rende accessibile a un pubblico ampio una delle figure più controverse e affascinanti del Rinascimento. È una cifra stilistica che da anni caratterizza il lavoro di Antonioli, autore di numerosi saggi di successo dedicati alla storia italiana ed europea.
Insignito di importanti onorificenze in Italia e all’estero, Antonioli ha raccolto nel corso della sua carriera oltre ottanta premi letterari, affermandosi come una delle voci più autorevoli nel panorama culturale.
Alla notizia del premio, lo scrittore cesenate ha espresso grande soddisfazione:
«Sono profondamente lusingato da questo nuovo successo e desidero esprimere la mia sincera gratitudine alla Giuria e alla presidente Chiara Ricci per l’onore conferitomi. Cesare Borgia è una delle figure più discusse e affascinanti del Rinascimento, forse quella che più di tutte ne incarna l’essenza: pragmatismo, tempestività d’azione, caparbietà. Un’epoca in cui l’uomo si pone al centro dell’universo, un cosmo tutto terreno, nel quale viene negata ogni forma di trascendenza, pur non essendo sottovalutata la forza del destino e della fortuna».