Cesena: su don Paolo Lia Montalti corregge il tiro dopo le critiche

«Se don Paolo non farà un passo indietro, avrà sbagliato su tutta la linea». Lo scrive dalla sua pagina Facebook Lia Montalti, consigliere regionale Pd oltre che parrocchiana di San Rocco. Dichiarazioni, quelle di ieri, che arrivano a due giorni di distanza da quelle in cui, sempre dalla sua pagina pubblica aveva invece definito don Paolo Pasolini una «vittima delle tante fake news che girano sulla campagna vaccinale», attirandosi le critiche, in gran parte provenienti dalla sua stessa parte politica, di chi in quelle parole leggeva un eccesso di indulgenza.

L’omelia shock

Don Paolo Pasolini è il parroco che domenica scorsa nel corso dell’omelia ha divulgato tesi ampiamente smentite sui vaccini e in particolare sul vaccino AstraZeneca riproponendo anche da quell’altare la notizia falsa secondo cui le industrie farmaceutiche pagherebbero donne povere per farsi ingravidare allo scopo di abortire così da avere feti vivi a cui esportare gli organi da utilizzare per la produzione dei vaccini. Un’omelia “horror” nei toni, pericolosa nelle ricadute che quelle parole rischiano di avere in termini di adesione alla campagna vaccinale.

«Vittima delle fake news»

Martedì scorso quando per la prima volta Montalti aveva deciso di intervenire sul tema lo aveva fatto concedendo a don Pasolini un ampio beneficio del dubbio: «Nessuno è ‘vaccinato’ contro le fake news». Dicendosi convinta che le contrapposizioni fossero solo apparenti, «in realtà continuiamo a essere tutti dalla stessa parte, per il futuro».

Una posizione che le era valsa non poche critiche: «Vittima delle fake news? No, vittima di se stesso», è stato il commento del sindaco di San Mauro Pascoli Luciana Garbuglia e come lei tanti della sua stessa parte politica hanno respinto quella versione sottolineando la responsabilità che si accompagna al ruolo che riveste don Pasolini.

«Sbagliato perseverare»

Con la dichiarazione di ieri pomeriggio Montalti aggiusta il tiro prendendo atto anche «dolorosamente», come spiega, del fatto che il parroco, quando ne ha avuto l’occasione ha continuato a sostenere quelle tesi. «Persistere su quanto detto domenica non credo faccia bene alla comunità. I toni e i contenuti non possono essere accettati» e aggiunge: «Le donne vanno tutelate e supportate in qualsiasi loro scelta, senza stigmi».

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