Cesena, nuovo accordo Comune-Ausl per “La Meridiana”

Per almeno altri 6 anni il centro “La Meridiana” di Sant’Egidio continuerà a essere uno dei fulcri dell’attività di riabilitazione di chi soffre di dipendenze patologiche: non solo l’uso di droghe, ma anche l’alcolismo e la ludopatia. Un accordo in tal senso è stato raggiunto alcune settimane fa dal Comune e dall’Ausl, che alla fine del 1985 affittò quel fabbricato colonico per adibirlo a funzioni socio-sanitarie. E nel corso del 2022 si provvederà ad avviare importanti lavori per ammodernare definitivamente la struttura, dopo che sono già stati eseguiti alcuni interventi di manutenzione e di messa in sicurezza.

Il contratto di concessione che era stato stipulato nel 1989 aveva una durata trentennale, ma alla scadenza si fece una proroga annuale e poi un’altra ancora. Anche perché serviva un po’ di tempo per valutare la realizzazione di alcuni lavori di manutenzione di cui l’Ausl aveva segnalato la necessità.

Adesso si è deciso di dare un orizzonte un po’ più lungo a questo consolidato rapporto tra il Comune e l’Azienda sanitaria.

Il nuovo accordo

Finora il canone versato da quest’ultima era stato di soli 3.950 euro all’anno. Quella somma così modesta rispetto all’ampia superficie dello spazio messo a disposizione era anche figlia di un patto che era stato stretto a suo tempo. Sul fabbricato furono infatti eseguiti lavori di ristrutturazione da 120.000 euro, a carico dell’Ausl, e quei soldi vennero via via scomputati dal corrispettivo da versare. Ora quel “recupero” è giunto al termine e quindi il nuovo affidamento in concessione delle settimane scorse è stato perfezionato prevedendo un canone più che triplicato rispetto all’ultimo concordato: 12.900 euro all’anno.

Resta comunque una somma scontata rispetto ai valori di mercato, perché si è tenuto conto della preziosa funzione sociale, sanitaria e assistenziale di quella struttura in via Cerchia di S.Egidio 262.

Un centro diurno “aperto”

Il centro diurno “La Meridiana”, attivo da una trentina di anni, ospita persone che presentano contestuali problemi di dipendenza e psichici, in particolare disturbi di personalità. Seguono percorsi terapeutici, individualmente o in gruppo, anche attraverso laboratori come “l’officina del legno”, con lo scopo di recuperare autonomia e socialità. Una grande svolta c’è stata qualche anno fa, col lancio del progetto “Oltre il giardino”, che ha consentito di offrire un’area verde pubblica fruibile dai residenti del quartiere e aperta a tutti, dove svolgere attività all’aperto ricreative, culturali e didattiche. Questa iniziativa, che mira a superare l’isolamento che le persone affette da dipendenze patologiche faticano a superare, mira a valorizzare e a cogliere sia la biodiversità naturale del giardino, sia la diversità umana dei suoi frequentatori. Proprio nell’ottica di un coinvolgimento comunitario, questo progetto viene sostenuto con donazioni private di aziende e singoli cittadini.

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