Cesena, nonna di 96 anni in viaggio per 600 km per la nipote malata

L’orgoglio per quella pergamena destinata a sua nipote, impossibilitata a ritirarla di persona perché positiva al Covid, è stato più forte delle non poche primavere che porta sulle spalle. Così nonna Teresa, alla bella età di 96 anni, si è fatta un viaggio di quasi 600 km tra andata e ritorno per ricevere a Borello un premio da portare poi alla sua cara Paola Rovati. E con quella sua trasferta si è guadagnata anche il plauso di Renzo Zignani, il mecenate che ha messo in moto tutto e che è noto anche per avere creato e aperto a tutti un parco tematico dedicato a Pinocchio sulla collina sopra casa sua. È stato lui a selezionare il racconto di Paola Rovati, la nipote assente suo malgrado, tra gli 82 scritti dell’antologia “C’era una volta”, che ha ideato e pubblicato.

È una storia sorprendente ed emozionante quella che alcuni giorni fa è andata in scena sulle colline cesenati. Precisamente nella sala di una casa in via Paternò, a Borello, dove una donna nata pochi anni dopo la fine della prima guerra mondiale ha dimostrato che nella vita ci sono momenti in cui l’età non conta. Dall’Oltre Po Pavese, per la precisione da Stradella, la signora Teresa è salita su un’auto che ha portato lei e i genitori della sua amata nipote, Paola Rovati, per diventare protagonista uno degli eventi che Zignani sta organizzando per premiare via via gli autori che hanno preso parte alla sua iniziativa editoriale. Un’iniziativa all’insegna della cultura abbinata alla socialità, che da inizio settembre si sta traducendo anche in una serie di conversazioni aperte al pubblico con chi ha scritto i racconti e le poesie contenute nell’antologia. Se ne sono tenute già cinque e molti di più sono in programma, sempre il lunedì sera, a casa Zignani. L’ultima è stata con il sarsinate Lucio Cangini e la sua inafferrabile personalità. Domani toccherà a Sandra Canduzzi Pieri, raffinata “signora dei racconti” cesenate, che ha al suo attivo diverse pubblicazioni di libri e per l’occasione sarà accompagnata dal quotato poeta e critico letterario Gianfranco Lauretano.

Ma torniamo a Teresa, la nonna materna di Paola Rovati. Assieme a lei sono scesi a Borello Paolo e Piera, babbo e mamma della giovane bloccata dal Covid. Ma c’è un altro aspetto della vicenda che è particolare e toccante. Oltre ai racconti scritti da padre e figlia (il primo ha gettato un ponte narrativo tra la Bielorussia dei ragazzi accolti in Italia dopo il disastro di Chernobyl e quella della della guerra degli Alpini durante la seconda guerra mondiale, lei ha invece messo nero su bianco con brillantezza le cose che le ha insegnato il suo gatto Ringhio), l’antologia di Zignani include una storia che fu scritta dal nonno di Paola Rovati, Giancarlo, che non c’è più. La nipote lo ha trovato in un cassetto e ha deciso di proporlo per il concorso borellese. Si intitola “La Bonsa”, nome dialettale con cui si indicava una macchina a vapore che azionava la trebbiatrice, ed è diventato lo spunto per scrivere di un mondo rurale che non esiste più. Zignani ha accolto questo contributo postumo con entusiasmo, trasportando così dalla vita alla carta un legame familiare che attraversa tre generazioni.

Durante la serata, resa indimenticabile da questo filo che legava tutti assieme assenti (Paola Rovati e suo nonno) e presenti (i genitori e la nonna della giovane assente forzata), c’è stata un’altra bella sorpresa. È intervenuta, sempre da Stradella, anche Miriam Prato, artista che ha impreziosito con un suo dipinto l’antologia. È quello che compare in copertina e adesso fa bella mostra di sè anche a casa di Zignani, al quale la pittrice ha consegnato il quadro originale da lei realizzato e poi finito sul frontespizio del libro.

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