Cesena, morto in moto: automobilista indagata per omicidio colposo

La velocità ed una intersezione che non è visibile completamente se non una ventina di metri prima della percorrenza, perché sistemata al termine di una curva.

Mentre si stanno completando le indagini da parte degli uomini della polizia locale dell’unione Rubicone Mare si delineano i tratti fatali e drammatici della morte di Emanuele Magnani, 36 anni, originario delle Vigne, residente da non molto tempo in zona Borello a non molta distanza dal luogo di lavoro: centauro morto per un impatto avvenuto nella zona di Montepetra bassa.

Emanuele Magnani impugnando il manubrio della sua Triumph 650 nera vecchio modello, arrivava dalla provinciale 138 e dopo una curva doveva transitare vicino all’intersezione della strada principale con la provinciale 139 e con una strada a fondo cieco che si chiama via Montepetra Savio. Di qui stava uscendo la Renault Scenic guidata da una donna di 41 anni, formalmente residente a Cesena ma che in realtà è domiciliata a due passi dal luogo dell’incidente. L’incrocio “si percepisce”, per chi arriva dalla provinciale, ad una ventina di metri di distanza dall’uscita di una curva che Emanuele Magnani stava impegnando ad una velocità che viene stimata come superiore ai 50 chilometri orari che sicuramente gli avrebbero consentito di frenare con più efficacia. Il buio e le luci dei veicoli potevano essere un altro elemento che gli avrebbe consentito di toccare i freni prima. vedendo il pericolo. Ma era giorno. Quando il motociclista 36enne ha visto la vettura “spuntare” dall’incrocio all’improvviso ha tentato di fermare la sua moto. Si tratta di un veicolo datato e non dotato di Abs: altro fattore che gli avrebbe consentito una caduta diversa. La moto è invece schizzata lontano dopo il tentativo di frenata e lui è finito col corpo contro l’autovettura. Restando ucciso sul colpo per le lesioni subite.

Doverosamente sul tavolo del pm Federica Messina è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico della donna che era alla guida della Renault e che poco prudentemente si è affacciata per impegnare l’intersezione senza avere la precedenza. Il primo effetto per ora è che le è stata ritirata la patente. Pressoché inevitabile appare un futuro processo per omicidio colposo.

Per Emanuele Magnani, che lavorava a San Carlo alla Giordani Elio & C (una ditta di torniture e carpenterie metalliche) ancora non è stato dato il via libera di fine indagini per permettere ai suoi parenti di organizzare le esequie. Il cordoglio sui social network di tanti coetanei (che ricordano come uno dei suoi migliori amici fosse morto in un incidente stradale avvenuto nel 2005 nella provincia di Ferrara) si è unito anche a quello dei colleghi della madre. Che dall’Apofruit di Longiano dove lavora hanno esplicitato con un manifesto funebre la propria vicinanza nel momento del profondo dolore, alla collega Rita.

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