Cesena, morti nudi in A14 nell'incidente: i nodi dell'indagine aperta

Dom 18 Agosto 2019 | Redazione Web


Cesena, morti nudi in A14 nell'incidente: i nodi dell'indagine aperta

Sun 15 September 2019 | Redazione Web

GATTEO. Cosa ci facessero completamente nudi in auto in mezzo all’autostrada A14 all’1.10 di due notti fa forse resterà molto probabilmente un mistero per sempre irrisolto. Loro sono morti e non possono raccontarlo a nessuno, men che meno alla polizia. Gli altri protagonisti dell’incidente gli sono finiti contro senza frenata e ad una velocità tale da non poter vedere o percepire nulla se non l’airbag che si apre davanti alla faccia e le lamiere che si accartocciano chiudendoti in una morsa soffocante.
La nuova strage sulle strade del Cesenate, in una estate che verrà ricordata come tra le più tragiche degli ultimi 20 anni, risale a due notti fa. Il bilancio complessivo del sinistro vede anche tre feriti (di cui due fratelli in gravi condizioni) ed il cagnolino che viaggiava con loro morto sul colpo.
Siamo al chilometro 105 nord dell’autostrada A14.


Su una Volkswagen Passat sta viaggiando una famiglia svizzera di rientro dalle vacanze. Marito, moglie e cognato, in compagnia del loro “migliore amico a 4 zampe” e di una abbondante scorta di cibo italiano da portare oltre confine per propria gioia e per la gioia di qualche amico a cui fare regali.
All’improvviso il botto. Senza frenata e senza potersi rendere colto dell’accaduto; nemmeno in tempo anche solo per accennare ad una manovra di sterzata brusca.
In mezzo alla carreggiata, di traverso, lato guida, c’è ferma una Renault Clio. A bordo, si scoprirà poi, due persone completamente nude. Con acceso il climatizzatore per rinfrescare l’abitacolo ma non le luci a segnalare eventualmente alla vista di altri la presenza d’ostacolo.

Si tratta di Antonin Hasdukaj, 28 anni e Suzana Gojcaj, 37 anni. Tutti e due di origine albanese e tutti e due residenti in Romagna.
La Passat, più robusta, si accartoccia col motore che entra quasi nell’abitacolo. Scoppiano gli airbag e complici anche con ogni probabilità le cinture di sicurezza, tutti gli “occupanti umani” della vettura si salvano.
A partire da Maria Luisa Ciani, 50 anni, e da suo fratello Antonio, 55 anni che guidava l’auto al momento dell’impatto. I due svizzeri, estratti dalle lamiere della vettura dai vigili del fuoco intervenuti in forze da Bellaria e da Cesena, sono attualmente ricoverati nel reparto di Rianimazione del Bufalini di Cesena. In prognosi riservata per le lesioni patite, gravi ma vivi.


Lesioni minori per il marito della donna (dimesso dopo le cure). Morto sul colpo il cagnolino che viaggiava con loro.
Impossibile poter fare alcunché per salvare la vita ai due passeggeri della Clio, che il personale del 118 intervenuto con ambulanze ed auto medicalizzata ha trovato senza vestiti ed in una posizione non congrua completamente a quelle che sono le dinamiche più solite di un incidente simile.
La Clio era stata centrata nello sportello passeggeri dal sopraggiungere frontale della Volkwagen. Come la Renault fosse arrivata in quel punto senza luci è una delle questioni che stanno cercando di capire per il Pm Federica Messina gli uomini della Polizia Stradale di Pieve Acquedotto e dell’infortunistica di Polstrada di Forlì. Le uniche due piste battute sono che l’auto sia “scivolata” da una sosta a bordo strada per l’involontario innestarsi di una marcia senza che i due occupanti se ne curassero. Ritenuta più probabile la tesi che la Clio avesse già sbandato sbattendo contro un new jersey. Per poi fermarsi senza luci in mezzo alla strada prima dell’impatto finale. Con nemmeno gli occupanti della Passat che per ora hanno potuto dare spiegazioni logiche ai fatti avvenuti.
Suzana Gojcaj, 37 anni, abitava a Galeata con la sua famiglia.

L’ultima residenza nota di Antonin Hasdukaj, 28 anni, è invece a Imola. Ne i parenti della donna, rintracciati dalla Polstrada, ne quelli dell’uomo (che dovranno rientrare in Romagna dalle vacanze in Croazia) conoscevano l’altro occupante della Clio. O sapevano dove le due vittime erano state quella sera e se, come plausibile, stessero viaggiando verso casa al momento dell’incidente che li ha uccisi.

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