Cesena, protesta di medico in prima linea: “Le scuole non chiudano”

No alla sospensione della scuola in presenza. La richiesta – protesta arriva da un medico rianimatore del Bufalini, Alessandro Circelli. Ha ascoltato quanto dichiarato in queste ore da Filippo Anelli, presidente nazionale dell’Ordine dei medici chirurghi e degli Odontoiatri. Che ha chiesto a più riprese di fermare le scuole almeno due settimane in tutta Italia e prolungare il periodo scolastico a giugno. O in alternativa di utilizzare la didattica a distanza almeno fino a quando l’onda dei contagi non si sarà abbassata.

«Sono un medico rianimatore della Terapia intensiva di Cesena in prima linea ormai da 2 anni – si presenta Alessandro Circelli in una missiva – Sono impegnato nel trattamento dei paziente con patologia acuta da Covid-19. Ho passato tutte le ondate sacrificando la mia salute e tempo che, invece di dedicare alla famiglia, ho utilizzato in lunghi turni in ospedale a seguire i paziente più gravi. Mi dissocio dalle dichiarazioni del dott. Anelli, relative alla necessità di prorogare il periodo di assenza da scuola, utilizzando la Dad “per lo meno” per le prossime settimane. Si tratta di dichiarazioni pericolose: la sofferenza dei nostri ragazzi, subita in questi due anni, avrà delle conseguenze sul loro ma anche sul nostro futuro. Scaricare su di loro la ricerca di possibili contenimenti di questa epidemia (a parte non essere scientificamente dimostrato) è una sconfitta. Sono disposto a proseguire la mia opera di sacrificio piuttosto che fare in modo che siano, ancora una volta, i nostri ragazzi a rimetterci. Anche perché le scuole, una volta chiuse, difficilmente saranno riaperte in poche settimane. Con la variante omicron ad inizio settimana prossima saremo già sul picco ed inizierà la discesa. Gli studenti non possono pagare ancora dazio: se si persevererà nel lasciarli a casa brucerò per protesta la tessera dell’ordine dei medici; continuando ovviamente a fare il mio lavoro con impegno e costanza, con un occhio però al futuro dei miei figli».

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