Carabiniere condannato per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione a Rimini

È stato assolto dall’accusa più grave, concussione, avere chiesto cioè favori sessuali per garantire l’impunità a eventuali controlli «perché il fatto non sussiste». Ma è stato condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per il reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. L’imputato è un trentanovenne della provincia di Foggia all’epoca dei fatti, risalenti a quasi nove anni fa, in servizio nelle Marche a Urbino. Il militare aveva una doppia vita in Romagna dove frequentava un giro di prostitute e si proponeva di dare loro una mano, stando a quanto ricostruito nell’inchiesta svolta dagli stessi colleghi dell’Arma e coordinata dalla pm Paola Bonetti.

Il carabiniere aiutava le sue amiche lucciole a scrivere annunci da pubblicare su internet, si rendeva disponibile a scattare loro delle fotografie senza veli e non sono. Avrebbe proposto a un paio di loro di accettarlo come partner per vendersi in rete come “coppia” a donne o coppie interessate all’esperienza in cambio di quattrocento euro da dividere poi in due.

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