Basket B, Faenza a Ozzano con tanta voglia di normalità

L’anno solare si riapre con tanta voglia di normalità per i Raggisolaris. Dopo le montagne russe dell’ultimo spicchio di 2021, in mezzo ai tanti problemi causati dal Covid, i neroverdi provano a ripartire con i motori al massimo nella trasferta di Ozzano (ore 20,30, arbitri Marzo e Acella).

La lunga pausa natalizia, avviata all’indomani del successo su Jesi, che aveva inaugurato nel migliore dei modi l’era Garelli, si chiude con un derby regionale che può valere tanto in ottica play-off. Anche se il nuovo tecnico non può ragionare solo in questi termini. «Al di là delle frasi fatte – spiega Garelli – guardo al breve periodo, cercando di materializzare nelle singole partite quei progressi che intravedo in allenamento. Sono soddisfatto di queste tre settimane in palestra: ho trovato coinvolgimento, disponibilità al lavoro e il giusto atteggiamento da parte di tutti e ho potuto lavorare con un gruppo compatto. Ora tutto va tramutato sul campo. Abbiamo avuto l’opportunità di sfruttare la sosta per una sorta di nuovo precampionato, però abbiamo fatto anche noi i conti con qualche positività al virus e pertanto ci siamo allenati a ranghi ridotti, senza avere possibilità di testarci in qualche amichevole».

Il problema dei focolai d’altronde investe quasi tutte le squadre e le notizie di defezioni e rinvii si rincorrono di ora in ora. Al momento il match di Ozzano non è in pericolo. «In altri tempi sarei – prosegue il coach – sarei stato ansioso di conoscere gli indisponibili tra gli avversari. Date le circostanze, mi concentro più sulla mia squadra, mantenendo l’atteggiamento positivo e cercando di fare il meglio con quello che ho. Sapendo che tutto può cambiare nel giro di poco, bisogna essere flessibili e non farsi condizionare da eventi che non possiamo controllare».

Faenza troverà una Sinermatic “in gas” dopo la vittoria su Imola e un impianto caldo, seppure con capienza ridotta al 35% da cui solo la Sebastiani Rieti è uscita vincente. «È una squadra con un’ottima chimica e con una rara identità. Sono compatti, difendono forte, giocano a memoria. Un bel banco di prova per noi, anche per capire se dobbiamo lavorare su temi tecnico-tattici o a livello mentale. Dopo Jesi, che era un “cantiere” come noi, siamo curiosi di testarci contro una squadra rodata, ma anche ottimisti di poter avere la capacità di imporre il nostro gioco».

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