Baseball, San Marino cambia per vincere ancora

Dopo otto anni ecco lo scudetto e San Marino torna a fare la lepre nel campionato che (forse) scatterà nella prima settimana di aprile.

«Quando si riparte – sottolinea il general manager dei titani, Mauro Mazzotti – è sempre favorito chi ha tricolore sul petto. Per anni abbiamo inseguito la Fortitudo, ora è arrivato il nostro momento, con un anno di ritardo».

L’opera di rafforzamento, magari possiamo dire di cambiamento, è a buon punto. Sono arrivati infatti i pitcher Quattrini e Palumbo, il catcher Lino, il prima base Ustariz e i due utility-esterni Leonora e Batista.

«L’anno prossimo dovremo smentire il detto ‘squadra che vince non si cambia’. Per varie situazioni che si sono create, abbiamo cambiato diverse pedine, direi ancora una volta, perché negli ultimi anni abbiamo quasi sempre rifatto la squadra».

Mazzotti entra nei dettagli. «Tromp, uno dei nostri migliori giocatori nel 2021, andrà al Neptunus, Albanese, da una vita dietro il nostro piatto, si è ritirato, qualcuno ha espresso necessità personali di cercare qualcosa di diverso (Giovanni Garbella, Sechopoulos, ndr). Tutti giocatori che vengono a mancare in un gruppo vincente grazie anche a quella chimica che si era creata l’anno scorso».

Cosa manca per completare la squadra? «Il primo pitcher straniero, un catcher che starà con noi fino a quando Morresi sarà negli States (metà maggio, ndr), insomma ci saranno tante facce nuove che significano tanti equilibri da rimettere assieme. Non dimentichiamo che la prossima stagione, dopo due anni di campionati più corti, si ripresenterà lunga come quelle classiche e ritengo molto importante, nella costruzione della squadra, anche il fattore umano oltre a quello tecnico».

I nuovi acquisti, a parte Leonora, hanno un’ampia conoscenza del campionato italiano. «Dal 2011 la nostra filosofia è sempre stata quella di portare a San Marino giocatori che conoscono l’ambiente, sanno a cosa vanno incontro, sono consapevoli di giocare due o al massimo tre partite a settimana, elementi in grado di abituarsi velocemente al ritmo europeo. Spesso questa cosa ha pagato, senza dover ricorrere a super stelle che non sempre hanno rappresentato un buon investimento nel rapporto prezzo-rendimento».

A proposito di prezzo non basso ma rendimento altissimo, notizie di Centeno e Tiago? «Con Centeno siamo sempre in contatto, sta giocando la Liga Venezuelana, la sua squadra è stata eliminata, ma è stato scelto da una delle cinque rimaste nel round robin. Tiago dovrà essere operato al gomito, una pulizia di routine, quando si rimetterà giocherà ancora in Messico, nel caso sarebbe un’opzione last minute come lo scorso anno».

Un giudizio sulla nuova formula? «Sulla carta la prima fase non dovrebbe essere particolarmente intensa, parlo ovviamente del San Marino e degli altri top team. Però attenzione, siamo in un particolare periodo ‘storico’: gli sgambetti, gli imprevisti, il Covid, un solo visto, sono tutti fattori che possono mettere in difficoltà e per una squadra di alto rango, non qualificarsi per la Poule Scudetto sarebbe un disastro per il resto della stagione. Quindi prima fase abbastanza facile ma guai a prenderla sotto gamba».

Pensa che si possa partire a inizio aprile o il Covid potrebbe far slittare l’inizio del campionato? «Se la preparazione viene fatta in maniera quotidiana e professionale, due mesi di pre-season sono sufficienti. Logico che nella prima fase non tutte le squadre saranno al top della forma. Poi se la situazione pandemica costringesse la Fibs a modificare il programma, accetteremo la decisione. Ricordo che due anni fa ci dissero appena un mese prima quando partiva il campionato ed è stato uno dei più riusciti».

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