Bar del tribunale di Ravenna denuncia assessore: “Ci ha diffamati”

I debiti con il Comune sul canone per la gestione del bar – è innegabile – ci sono. Ma il nocciolo della questione è un altro: e cioè, se siano iniziati per colpa del lockdown o se fossero già presenti prima della pandemia. Dettaglio non da poco, dato che è costato all’assessore Federica Del Conte l’accusa di diffamazione. A farle causa è la titolare del bar del Tribunale, Valeria De Caro, alla luce delle dichiarazioni rilasciate dall’esponente della Giunta con delega al Patrimonio, proprio in merito alle situazione di sofferenza da tempo lamentata dal “D&D caffè”. Nel corso del Consiglio Comunale dello scorso 23 novembre, rispondendo ad una interpellanza nella quale il consigliere leghista Giacomo Ercolani faceva presente l’importanza del servizio reso dall’esercizio commerciale all’interno del palazzo di giustizia, Del Conte avrebbe risposto testualmente: «Purtroppo, già da quello che è il periodo pre-covid iniziano a manifestarsi le prime situazioni debitorie. Quindi da subito si è manifestata una situazione chiaramente debitoria che si è protratta nel primo periodo Covid».

Eco mediatica

Le dichiarazioni dell’assessore, riprese a mezzo stampa, hanno fatto il giro della città. «Ho deciso di denunciare l’assessore Del Conte quando i compagni di scuola di mio figlio lo hanno preso in giro dopo aver letto la notizia, infondata, che la sua mamma non paga i propri debiti», spiega De Caro, ritenendo di avere sempre onorato il canone fissato dal Comune per la concessione dell’attività commerciale. Secondo la barista, con il lockdown disposto fin dalla prima ondata epidemica, gli incassi sarebbero calati del 70-80 per cento, rendendo non più sostenibile l’affitto fissato al momento del rinnovo del bando, di circa 2.100 euro mensili. Il ricorso davanti al Giudice delle Locazioni per ottenere una riduzione, è tuttora pendente, ma le parole usate dall’assessore non sono andate giù all’esercente, che si ritiene danneggiata «sia personalmente che a livello commerciale», sentendosi descritta «come una persona che non adempie ai propri impegni e non paga i debiti». E aggiunge nell’esposto presentato in Procura e redatto dall’avvocato Nicola Montefiori: «Molte persone che mi conoscono mi hanno chiesto se fosse vero che io non pagassi i debiti verso il Comune anche prima della crisi e alcuni fornitori hanno manifestato dubbi sulla possibilità di continuare a fornire le merci. Nonostante tutte le mie rassicurazioni mi sono accorta che il dubbio in loro è rimasto». L’atto ha portato alla fissazione di un’udienza davanti al Giudice di Pace Anna Maria Venturelli, che si terrà a fine marzo.

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