Andrea Delbianco: «Con Renata Tosi Riccione si è fermata. Il Metromare ora c’è e va sfruttato»

RICCIONE. Andrea Delbianco è stato candidato sindaco del Movimento 5 Stelle alle ultime Amministrative: il 16 novembre scorso ha annunciato il suo passaggio alla lista Riccione civica.

Delbianco dal Pd e Italia viva arrivano segnali di avvicinamento in vista del 2022, quando si voterà per scegliere il successore di Renata Tosi. Riccione civica da che parte sta? C’è la possibilità di trovare un accordo?

«Con Carlo Conti e Stefania Carbonari (anche lei consigliere che dal M5s è passata a Riccione civica, ndr) lo abbiamo detto chiaramente: siamo focalizzati esclusivamente sulla città e sui contenuti, senza pregiudizi né da una parte nè dall’altra. Affronteremo un percorso libero da pressioni, altrimenti non avrebbe senso un progetto civico se fossimo già allineati o se avessimo dietro un partito. Come per le Regionali faremo una valutazione sui contenuti».

Un eventuale candidato sindaco può essere del Pd o va trovata una mediazione sul nome?

«Sono considerazioni assolutamente premature. Posso dire che nel solco della coerenza per noi la persona dovrà avere un profilo di certo livello, non solo professionale, ma anche morale e che abbia a cuore la città. Il candidato sarà individuato attraverso un percorso partecipato, intenso e profondo. La città attualmente è spaccata in due se non in tre, il candidato dovrà essere in grado di ricucirla, almeno il più possibile, e trovare una sintesi sostenibile e credibile. Altrimenti non ha senso».

Vi sentite equidistanti da destra e sinistra come lo era il M5s o avete cambiato idea?

«Riccone civica nasce dalla fusione tra gli ex di Patto civico Oltre e del M5s, siamo quindi una larga rappresentanza della città. Abbiamo spesso fatto proposte insieme e portato avanti pratiche commentate nella stessa direzione: la fusione è diventata naturale. Siamo disponibili a coinvolgere le persone di “buona volontà” e che abbiano a cuore la città. Ovvio, ci sono profili interessanti sia da una parte che dall’altra».

Qual è il vostro giudizio sull’operato di Renata Tosi?

«Ha dimostrato che avere un progetto non è sufficiente a sostenere uno sviluppo armonico ed equilibrato a medio e lungo termine, perché è fallimentare nella programmazione delle priorità.

Dal 2014 la città, nella migliore delle ipotesi, è ferma e per certi aspetti è andata indietro. Il posizionamento non efficace di Riccione sul mercato turistico è un grosso problema, che ha provocato danni oggi evidenti nel tessuto commerciale».

Andrea Delbianco

Riccione, in provincia di Rimini, ha il tasso di internazionalizzazione più basso del turismo (in proporzione arriva la metà degli stranieri rispetto a Rimini): è un dato che preoccupa oppure no?

«Sì questo dato ci preoccupa parecchio. Il mondo è cresciuto di più fuori dall’Italia e noi non in siamo grado di intercettare i flussi turistici, mentre altre località ci riescono. Questo significa che abbiamo sbagliato l’orientamento di molti investimenti».

È salito sul Metromare? Che opinione ha dopo tante polemiche?

«È indubbiamente un’opera pubblica che poteva essere realizzata meglio, purtroppo o per fortuna ora esiste, e quindi va messa a sistema: è da irresponsabili non sfruttarne le potenzialità. Forse è presto per parlarne, ma non vorremmo mai che si verificasse un flusso non equilibrato, che si riveli strategico solo per Rimini e tendendo a svuotare Riccione piuttosto che riempirla. Inutile dare battaglia al Trc, se ci sono problemi si risolvono. Ad esempio, ancora non è mai stato aperto un dibattito pubblico sulla riqualificazione del muro del Metromare, che in certi punti è davvero alto. Andrebbe mitigato, ma l’amministrazione è assente in questo».

Il Pd ha detto di avere commesso un errore candidando Sabrina Vescovi a sindaca senza trovare un accordo con Patto civico nel 2017? Con un accordo, Renata Tosi sarebbe stata confermata sindaca?

«Se guardiamo i numeri è evidente che Tosi non ce l’avrebbe fatta: sommando i voti di Patto civico e Pd mi pare aritmetico. Questi però sono ragionamenti sterili, all’epoca delle ultime amministrative non è stato possibile trovare la sintesi, altrimenti non ci sarebbero stati 4 contendenti a sindaco. Non ci interessa guardare il passato, ma avanti, ognuno ricordando i propri errori».

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