Il mio problema potrà sembrare di poco conto, ma inizio a pensarci sempre più spesso, e voglio essere sincero. Sono fidanzato da 6 mesi con un ragazzo che, come carattere, non mi somiglia. Io sono uno a cui piace scherzare, ridere, lui è totalmente privo di senso dell’umorismo. È una brava persona solo che, come dice una nostra amica comune, “gli manca quel file”. Però è bellissimo. Ed è più giovane di me. Io sono uno normale, lui è proprio su un altro pianeta, tanto che oltre a studiare all’università fa anche il modello. Ci sono delle volte in cui mi piacerebbe molto fare due risate insieme, poi lo guardo e penso: quando mi ricapita uno così? Quindi non so bene cosa fare.
Federico

Catia Donini

Evviva la sincerità, caro amico. È raro che qualcuno, in soldoni, dica che con il/la partner ci sta perché è avvenente, eppure la cosa è diffusa eccome. Qui abbiamo un caso di studente lavoratore, brava persona, bellissimo, giovane: questo potrebbe bastare, se ragioniamo come se un incontro fosse una serie di caselline da barrare. Nella realtà però non funziona così, ci sono un sacco di variabili con cui fare i conti, tipo l’alchimia, la complicità, l’amore, il senso dell’umorismo (perlappunto), il rispetto, la capacità di ascoltare, e potrei andare avanti per centinaia di righe. A parte il (non trascurabile) fatto che di amore in questa sua mail non si parla, se Lei dopo soli 6 mesi di fidanzamento è già qui a scrivermi significa che questa incapacità del supergnocco in questione di ridere delle stesse cose sue le pesa da morire.
“Quando mi ricapita”, poi, è un mantra che ci porta spesso a prendere decisioni sbagliate. Sarò impopolare, ma se il tipo o la tipa che ci piace è uno splendore estetico, ma caratterialmente è un sasso di fiume che non conosce leggerezza o non riesce a ridere di nulla, io la vedo male, sempre. In “Friends” si teorizzava pure una tabella, e si ipotizzavano sorti sbilenche per una coppia in cui uno è un 6 e l’altro un 9, ma lasciando perdere i voti si può pure decidere di fare un pezzo di strada insieme e stop. Non è colpa di nessuno, tantomeno del suo giovane Adone, se “gli manca il file”, lo so, è un peccato un po’ per tutti. Per quanto mi riguarda la cupezza che mi pervade quando sento una battuta, guardo un film o una serie, leggo qualcosa che mi fa veramente ridere e vedo sulla faccia del mio compagno l’espressione della mucca al passaggio a livello è un ostacolo insormontabile. Anche perché all’arrivo dei giorni amari, che la vita ci offre a profusione, poter ridere (e sorridere, come direbbe Vasco) dei guai è un bell’aiuto. Non so se rimirare la bellezza del nostro fidanzato fa lo stesso effetto, magari per qualcuno funziona. Però già in generale ci si tende a stufare di tutto: di uno fighissimo, che se gli diciamo MBUTI non ride, pure di più.

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