Primo episodio: al ristorante vado in bagno a lavarmi le mani, torno e lui ha ordinato per entrambi. Premessa: io non mangio pesce, mi dà fastidio anche l’odore, e lui lo sa benissimo. Arriva una zuppetta con della pastina nel brodo, non mi alletta ma ne mangio un po’ per non fare scene, poi una serie di antipasti, tutti di pesce. Ripiego su verdure e formaggi, finisco la cena poi faccio notare che sa perfettamente che il pesce non lo mangio ed ha ordinato per me piatti a base di quello, e non è carino. Ridendo mi dice che il brodo era di pesce, e l’ho mangiato lo stesso, e le mie sono tutte fisime. Mi sono arrabbiata, e apriti cielo: io sono una viziata, che differenza fa un cibo o un altro e via così. Pochi giorni fa decidiamo di andare al cinema: quando passa a prendermi ha già preso i biglietti, senza nemmeno chiedermi prima se avessi delle preferenze. Alle mie rimostranze di nuovo si offende, tira in ballo la mia famiglia che mi ha abituato male e i suoi amici che dicono che sono una piantagrane. Ho abbozzato e mi sono vista il film (tra l’altro orrendo), ma col magone.
Cosa ho sbagliato?
Ylenia

Catia Donini

Fidanzato. Ha sbagliato fidanzato, cara amica. Non esiste che un’altra persona (uomo, donna, forma di vita a caso) decida per lei, con questa supponenza poi meno che meno. A Lei non piace il pesce, e sono affari suoi: non è “una fisima”, e non è nemmeno una bambina capricciosa che fa volare piatti in pubblico se non viene sfamata a colpi di tartufo o champagne. La mossa di rifilarle proditoriamente il brodo di pesce (per dimostrarle cosa? è una gara?), ridacchiando poi, è degna di un bulletto delle medie. E se Lei fosse stata allergica? Riposta (faticosamente) in un cassetto la tentazione di versarglielo nell’orecchio, il brodo, lascerei perdere questo tomo che non si cura di ciò che le piace e tira fuori la famiglia e gli amici. Se non è sciocco è un manipolatore, o magari tutte e due. Io pure ho delle fobie sui cibi (guardo con estremo sospetto i bivalvi, in primis cozze e vongole, cosa posso farci), e in tanti fanno scelte etiche che ne comportano altre di tipo alimentare, come i vegani o i vegetariani. Se uno che dovrebbe amarci e supportarci le ignora -e anzi le irride- direi che bisogna passare oltre, anche perché un domani pretenderà di scegliere al posto nostro un po’ per tutto, e la vita è troppo corta per sorbirsi film orrendi. Suggerisco di procurarsi 2 chili di merluzzi che hanno visto giorni migliori (è un eufemismo per indicare pesci con l’età di Matusalemme che non mangerebbe manco un gatto a digiuno) e recapitarglieli a casa con un biglietto in cui lo ringrazia per il pesce. Non so se lui è un accanito lettore, non so se coglierà il riferimento a un libro cult (“Guida galattica per autostoppisti”), ma anche chi se ne frega.

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