Domenica 11 Dicembre 2016 | 06:59

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SUPERBIKE

Il 2014 è l'anno di Melandri

Un bottino di 5 vittorie e 9 podi

Il 2014 è l'anno di Melandri

JEREZ DE LA FRONTERA. Marco Melandri torna a casa dalla Spagna con una doppietta che pesa. Il ravennate dell’Aprilia ha dominato entrambe le prove, raccogliendo 50 punti che gli permettono di prendersi il 4° posto in classifica con 267 punti, 5 in più di Loris Baz (Kawasaki). Davanti restano Tom Sykes (Kawasaki) capoclassifica con 352 e Jonathan Rea (Honda) 3° con 285, mentre Sylvain Guintoli, compagno di squadra di Macio, ne ha 321.

Se Marco avesse fatto gioco di squadra ne avrebbe 231 e sarebbe a 21 punti dalla vetta. Aprilia non poteva chiedergli di fare passare il francese ed un campione come Marco non poteva fare il gregario, almeno non a Jerez. Vedremo se accetterà di farlo nelle ultime due gare. In fondo il marchio italiano ha sempre creduto in lui e potrebbe riportarlo in MotoGp. Certo anche in questa stagione Marco ha pagato la discontinuità di “casacca” e la difficoltà nel preparare il proprio box.

Rodaggio iniziale. Già perché il ravennate non si è subito trovato bene con la Rsv4 e ha impiegato mesi importanti per metterla a punto come voleva. L'impressione è che Marco sia un gran manico quando tutto è perfetto, ma che fatichi a tirare fuori il meglio da una gara quando ci sono cose che non lo convincono.

In questa sua esperienza Superbike si è dimostrato subito pilota di livello: 2° dietro a Carlos Checa nel 2011 con la Yamaha con 4 vittorie e 15 podi; nel 2012 è passato a Bmw ed è stato 3° con 6 vittorie ed 11 podi con il titolo andato a Max Biaggi (Aprilia), nel 2013 sempre con la moto tedesca ha centrato 3 vittorie e 12 podi facendo 4°, ma qui forse ha pagato un certo rilassamento quando a metà stagione Bmw ha annunciato il ritiro in forma ufficiale dalla Sbk, mentre la corona andava sulla testa di Tom Sykes, lanciato ora verso il bis.

Competitivo. Insomma Melandri sta cercando il suo anno perfetto ed in ogni stagione qualche cosa sembra portarlo lontano da quella corona che è l'obiettivo iniziale. Strano che proprio ora che si è messo il cuore in pace per la classifica (dopo l'annullamento delle due tappe in Russia e Su Africa che hanno privato i piloti di 100 punti ulteriori), Marco si sia messo ad andare come un treno. A Laguna Seca solo un errore lo ha fatto cadere, negandogli una doppietta che sembrava già sua.

Certo, nelle ultime gare è apparso incontenibile. Nel 2014 ha centrato 5 vittorie e 9 podi, contro le 8 vittorie ed i 14 podi di Sykes. Se nelle prossime 4 manche riuscirà a vincere ancora bisognerà che Marco si domandi che cosa vuol fare da grande. Se accetta la MotoGp con Aprilia, come sembra, può scordarsi le vittorie e la lotta per il titolo, se resta in Sbk deve organizzarsi un team che gli dia serenità e forza da subito. Perché Macio ha tanto talento, ma appare anche delicato.

 

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