Domenica 25 Settembre 2016 | 04:00

CANOTTAGGIO

Miani campione del mondo

Bissa il titolo dopo 4 anni e stabilisce il nuovo record

Miani campione del mondo

Miani sul podio, medaglia d'oro al collo

AMSTERDAM. Marcello Miani è campione del mondo e non solo. Il ravennate, infatti, stavolta non si è accontentato di salire sul tetto del mondo come 4 anni fa, quando si impose nel 2010 in Nuova Zelanda, ma ha anche firmato il nuovo record del mondo. Per lui un titolo cercato, voluto e conquistato al termine di quattro gare disputate alla grande, dopo un anno sabbatico, il 2013, nel quale si è sposato con Irene.

Miani era affamato, già prima di partire aveva dichiarato di voler fare il colpaccio, dopo il titolo europeo mancato per pochissimo e la polmonite che l’ha tenuto fermo per un mese e mezzo nel clou della stagione, tanto da dover saltare i campionati Italiani e la gara di Coppa del Mondo. Nel singolo pesi leggeri Miani ha sempre dimostrato il proprio valore e l’ha confermato in Olanda, dove dalla batteria, ai quarti alla semifinale fino all’atto conclusivo ha sempre vinto le sue manche staccando tranne in un’occasione il miglior tempo di gara. Ieri in finale dopo il primo passaggio ai 500 metri era terzo, ai 1000 ha guadagnato una posizione e ai 1500 ha preso il comando andando a tagliare il traguardo per primo con il tempo di 6’43”370 che gli è valso anche il nuovo record. Alle sue spalle staccato di oltre tre secondi il tedesco Lars Hartig, che fino ai 1000 era in testa, bronzo invece allo svizzero Michael Schmid, giù dal podio l’irlandese Paul O’Donovan, l’australiano Perry Ward e ultimo il campione europeo portoghese Pedro Fraga, che Miani aveva già messo alle spalle ai quarti.

Sprizza gioia da tutti i pori Marcello Miani che alla manifestazione non era arrivato al meglio proprio per la polmonite che gli aveva fatto riprendere gli allenamenti solo a metà luglio. «È stata una bella gara e sono molto contento, soprattutto dopo quello che ho avuto - afferma -. Lo sono anche del primato mondiale, sapevo che era alla mia portata perché a Piediluco lo avevo già battuto, e qui ho capito che avrei potuto farcela una volta visto questo vento a favore».

 

 

 

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