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Fallimento Cesena: oggi udienza in tribunale ma forse senza decisione immediata

Quasi 40 milioni di tributi non pagati e il pasticcio delle plusvalenze sono finiti nel mirino della Procura

09/08/2018 - 07:30

Fallimento Cesena: oggi udienza in tribunale ma forse senza decisione immediata

CESENA. Sembra tutto già scritto. Ma il compito di mettere il sigillo sul fallimento dell’Ac Cesena spetta ai giudici e il giorno della verità è oggi. Difficilmente si conoscerà però all’istante il responso del collegio di magistrati presieduto da Barbara Vacca che è chiamato a pronunciarsi. È probabile che si debba attendere 24 ore, o forse anche 48, prima che venga resa nota la decisione. Così, almeno, avviene di solito in situazioni di questo tipo.

La richiesta di fallimento era stata firmata dal procuratore capo facente funzione Filippo Santangelo e dal sostituto procuratore Francesca Rago. Lo scorso 16 luglio anche la società bianconera guidata da Giorgio Lugaresi ha dichiarato di aderire alla procedura attivata. Adesso è scoccata l’ora dell’esame da parte della Sezione Fallimentare del Tribunale Civile di Forlì. La domanda era stata protocollata già il giorno dopo che l’Agenzia delle Entrate aveva detto no per la seconda volta ai piani di risanamento presentato, valutando che la «complicata situazione economica» che si era creata, con un indebitamento colossale (lo scorso maggio erano stati calcolati in ben 38,6 milioni di euro i tributi dovuti all’Erario e mai versati), rendesse «oltremodo complesso soddisfare i creditori».

Dalle indagini svolte dalla Procura sono emersi elementi che vanno oltre la semplice fotografia della realtà finanziaria, scavando in profondità e finendo per porre le basi per individuare i responsabili del dissesto. Responsabili che paiono molteplici, visto che la tesi dell’accusa è che la precedente gestione amministrativa del club del Cavalluccio, quella che faceva capo a Igor Campedelli, abbia la propria parte, non piccola, di colpe.

La grana delle plusvalenze

Tra le questioni finite sotto la lente della Procura c’è stato anche il nodo delle plusvalenze. In pratica, gli accusatori sostengono che per cercare di sistemare un po’ i conti c’era l’abitudine (che per la verità non pare un’esclusiva del Cesena) di gonfiare il prezzo di alcuni giovani giocatori al centro di compravendite. In particolare, sull’asse tra i bianconeri e il Chievo. Nell’ultimo bilancio esaminato dalla Procura risulta per esempio un segno “più” di 60.000 euro grazie a quelle operazioni, mentre secondo la Procura se le cose fossero state fatte regolarmente ci sarebbe stato un ulteriore passivo da 4 milioni. Magrini, Mazzavillani, Gkaras, Bartoletti, Sarini, Andreoli, Concato, Mahmuti, Folletto ed Eziefula sono giocatori che nel biennio 2015-2016 sarebbero stati usati per fare queste plusvalenza illegali, .per cifre complessivamente superiori a 15 milioni di euro.

Curatore fallimentare in vista

Una volta dichiarato lo stato di insolvenza del Cesena Calcio, come è ampiamente prevedibile che accadrà, ci sarà da nominare un curatore fallimentare e si aprirà una nuova fase. Quella in cui si dovrà provare a recuperare quel po’ di patrimonio rimasto, per soddisfare almeno qualcuno dei creditori. Il tutto secondo un ordine di priorità che la legge disciplina in modo puntuale.

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