CALCIO D

Forlì, Fabbri scarica così Melini: «Con lui a ridosso dei play-out»

«Aveva un budget importante e alla fine la squadra era disgregata Cangini ha ricostruito il gruppo e siamo risaliti con gli acquisti di dicembre»

di RICCARDO RINIERI

28/04/2018 - 16:42

Forlì, Fabbri scarica così Melini: «Con lui a ridosso dei play-out»

FORLÌ. Bisogna proprio tirarlo per la giacca il presidente Stefano Fabbri per scucirgli una risposta alle affermazioni dell’ex diesse Oberdan Melini.

«Dico la verità sono rimasto più che sorpreso, quasi basito leggendo quelle dichiarazioni ed ho anche pensato che la soluzione migliore fosse quella di non replicare».

La verità di Fabbri

Ma nel mondo della comunicazione odierna in cui tutto è notizia alla fine il patron del Forlì articola una serie di risposte sui temi più scottanti toccati dall’ex direttore sportivo con cui i rapporti si sono bruscamente tranciati.

«Ci siamo appoggiati a Melini pensando che fosse la scelta giusta per il ruolo che doveva ricoprire. Invece a nostro giudizio non si è rivelata tale. Durante i mesi in cui è rimasto in carica, gli abbiamo lasciato ampia operatività di manovra senza influire minimamente sulle scelte tecniche compiute».

Budget importante

Poi il presidente biancorosso entra nei particolari.

«Melini dice che questo doveva essere un anno di transizione? Ufficialmente abbiamo detto così, sapendo però che ben altri erano gli obiettivi. Tanto è vero che gli abbiamo conferito un budget importante per costruire una squadra attrezzata in grado di puntare alla promozione già quest’anno. Quanto aveva a disposizione? Non parlo di cifre, dico soltanto che il budget era pari se non superiore a quello del Rimini che ha vinto il campionato».

Secondo punto, l’interruzione del rapporto: «Eravamo precipitati a pochi punti dalla zona play-out, mi sembra cinque, avendo una squadra disgregata e non omogenea, senza gruppo. Melini sostiene che i suoi acquisti sono stati importanti per il Forlì? Quelli che ci hanno consentito la risalita sono stati i nuovi arrivati a dicembre, ne cito tre: Ferraro, Selvatico e Baldinini».

E qui entra in gioco il ritorno di Sandro Cangini.

«Ha il merito di aver ricreato un gruppo, poi si può anche perdere, ma lo zoccolo duro su cui costruire adesso c’è».

Tutto chiarito dunque? Fabbri conclude in questo modo la sua risposta a Melini: «Io non avrei mai iniziato questa polemica. Sbagliare è umano, a volte basta riconoscerlo fermandosi lì».

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