BASKET A2 GIRONE EST

Farsa completa, l’Unieuro ospita i tifosi Fortitudo non bolognesi

Nicosanti deluso: «Si vive tutto l’anno per queste partite che creano entusiasmo. La politica dei divieti non aiuta lo sport»

24/03/2018 - 10:50

Farsa completa, l’Unieuro ospita i tifosi Fortitudo non bolognesi

FORLÌ. Tutto come previsto: tifosi fortitudini al derby sì, ma non provenienti da Bologna e provincia. Con il risultato che comunque saranno dispiegate 80 unità di personale di forze di sicurezza e l’aggravio organizzativo sino alla palla a due è decuplicato. Con rischi non inferiori.

Solo ieri mattina dalla Prefettura è arrivata la decisione definitiva sulla partita di domani tra Unieuro e Consultinvest. Confermato il divieto di vendita di biglietti ai residenti in provincia di Bologna, ma comunque saranno 300 i tagliandi per il settore ospiti a disposizione dei tifosi biancoblù di diversa provincia. Li venderà direttamente sotto presentazione di documento d’identità, la Pallacanestro 2.015 nella sede di viale Corridoni sino alle 12 di oggi e non oltre. Poi trasmetterà i nominativi alla Questura e domani le casse saranno aperte solo per i sostenitori forlivesi cui sarà comunque sempre chiesto un documento. Anche gli ospiti saranno controllati dei documenti all’ingresso da parte della Polizia. Prevedibili code infinite, quindi il consiglio, a tutti, è acquistare il tagliando entro mezzogiorno di oggi.

Resta un colpo basso alla passione dei tifosi e alle società. Forlì perde parecchi soldi. «L’ammanco sarà di diverse decine di migliaia di euro, un danno enorme, ma in me prevale un rammarico più grande, quello da sportivo – scuote la testa il presidente Giancarlo Nicosanti -. Si vive tutto l’anno per partite come questa, per assicurare quello spettacolo di cui il nostro sport ha bisogno e privarcene è una ferita procurata a tutto il movimento. Con la politica dei divieti non fai crescere il basket e neppure la società civile. E’ una sconfitta per tutti».

Forlì con il suo giemme Pasquali ha provato a cambiare un copione già scritto, ma come ammette lui stesso «nonostante la disponibilità della Questura ci si è dovuti arrendere a disposizioni superiori da Roma: eventi così vanno sfruttati e in Italia dove siamo cantori e poeti, gente passionale, anche striscioni e sfottò fanno parte dell’entusiasmo con cui si vive lo sport: non siamo a teatro né in Nba dove ci si scalda per un bacio alla kiss cam».

Nicosanti aggiunge. «Abbiamo dovuto accettare ciò che non potevamo cambiare, ma alla prima riunione di Lega alzeremo la voce affinché sia l’ultima volta che si vieti UNA trasferta. La Lega deve farsi sentire verso gli organi competenti. Tutto questo non lo meritano neppure i nostri tifosi che per comportamento quest’anno sono stati perfetti».

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